06 aprile 2020

Treviso

Secessionisti in manette: tutti i nomi

Ci sono anche Franco Rocchetta di Colle Umberto e Maria Marini di Montebelluna

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TREVISO - Sono 22 i provvedimenti restrittivi e 33 le perquisizioni complessive che hanno interessato il Veneto nell'operazione del Ros, coordinata dalla Procura di Brescia. Secondo quanto si è appreso, gli arresti e le perquisizioni sono state eseguite tra le province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona e hanno visto impegnati i militari dei vari comandi provinciali dell'Arma.

 

Tra gli indagati figurerebbero alcune persone vicine al noto gruppo dei Serenissimi e il presidente e la segretaria della Life, l'associazione che avrebbe avuto un ruolo particolarmente attivo nel periodo di contestazione dei cosiddetti forconi dell'8 dicembre scorso. L''epicentro', sempre secondo quanto si è appreso, sarebbe Casale di Scodosia, nel Padovano dove sarebbe stato trovato il 'tanko'. Gli indagati, secondo quanto è emerso nelle indagini, avevano pensato di trasformare un trattore agricolo in una sorta di mezzo corazzato attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c'erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione.

Tra gli episodi contestati ai secessionisti arrestati c'è anche quello, riferiscono gli investigatori, della "costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un'azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco".

 

Si proponevano ''l'indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all'insurrezione popolare'' i componenti del gruppo 'Alleanza', sgominato dall'operazione dei Ros, coordinati dalla Procura di Brescia. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno. Nel programma della 'Alleanza' ''si afferma la necessità dell'uso della violenza, al fine di provocare e guidare in armi una rivolta popolare per giungere alla proclamazione della Repubblica Veneta''. Lo scrive il gip di Brescia, nell'ordinanza di arresto, letta dall'ANSA. In particolare, "è stato documentato come alcuni militanti dell'organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese, da destinare ai membri dell'organizzazione". Nel progetto dell'Alleanza, secondo gli investigatori, "oltre alla liberazione di piazza San Marco, è prevista l'insurrezione degli strati delle popolazioni del nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate presso Paesi amici, già individuati nella Serbia e nella Svizzera, al fine di ottenere un formale riconoscimento internazionale".

 

Tornando all'azione da compiere a Venezia, il Ros afferma che "per ottenere la massima visibilità e vanificare l'intervento delle Forze di Polizia, dopo l'azione di piazza San Marco i membri dell'Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una capitale europea da individuare". Per conseguire l'indipendenza del Veneto e di altre regioni italiane, L'Alleanza "ha svolto anche una diffusa attività di autofinanziamento, che ha consentito di raccogliere finora - dicono gli investigatori - non meno di centomila euro, grazie a singole elargizioni e l'apertura, presso la Cassa Padana, di un conto dedicato alla raccolta dei fondi".

L'ordinanza firmata dal Gip di Brescia, Enrico Ceravone, nell'inchiesta per i cosiddetti 'secessionisti veneti', dispone la custodia cautelare in carcere per 22 indagati, mentre per altri due - l'ex 'Serenissimo' padovano Flavio Contin e Giancarlo Orini, residente a Castegnato (Brescia) - gli arresti domiciliari.

 

Gli arrestati in carcere sono: Luigi Faccia, di Agna (Padova); Tiziano Lanza, di Bovolone (Verona); Corrado Manessi, di Poncarale (Brescia); Roberto Abeni, di Castenedolo (Brescia); Angelo Zanardini, di Ospitaletto (Brescia); Lucio Chievegato, di Bovolone (Verona); Patrizia Badii, di Firenze; Felice Pani, di Terralba (Oristano); Stefano Ferrari, di Sulzano (Brescia); Franco Rocchetta, di Colle Umberto (in foto)  (Treviso); Renato Zoppi, di Monteforte d'Alpone (Verona); Maria Luisa Violati, di Arquà Polesine (Rovigo); Erika Pizzo, di Arquà Polesine (Rovigo); Maria Marini, di Montebelluna (Treviso); Roberto Bernardelli, di Olgiate Molgora (Lecco); Elisabetta Adami, di Villafranca (Verona); Andrea Meneghelli, di Isola della Scala (Verona), Luca Vangelista, di Verona; Corrado Turco, di Bovolone (Verona); Riccardo Lovato, di Padova; Michele Cattaneo, di Palazzolo sull'Oglio (Brescia) e Marco Ferro, di Arquà Polesine (Rovigo).

Il Gip non ha invece accolto le richieste di misure cautelari nei confronti di altri due indagati.

Il Tanko

 

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