20 ottobre 2021

Treviso

E la scuola va... Stamattina nella Marca la prima campanella

Mentre il ministro promette un anno scolastico "normale", qualche preoccupazione alberga nei Dirigenti scolastici per una gestione che non sarà semplice. Parla il preside Michele Giannini

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Presidente Mattarella inaugura anno scolastico (Adn Kronos)

TREVISO - Alle otto, stamattina, nella Marca, la prima campanella nelle scuole di ogni ordine e grado. Ad attendere gli alunni di elementari e medie e gli studenti delle superiori, maestri professori e presidi. Tutti preparati e pronti a far iniziare bene le cose. I dirigenti scolastici con qualche incombenza in più: il controllo dei green pass all'entrata di insegnanti e altro personale scolastico. Il prof. Michele Giannini ha atteso questa mattina, sulla soglia del liceo "Scarpa" di Motta di Livenza, ragazzi e professori.

Partiti Preside?

Sì. Sta per iniziare una nuova “avventura”. Questo nuovo anno scolastico è ricco di nuove sfide, da affrontare nel modo più sereno possibile all’insegna della condivisione, della responsabilità civica e sociale e dell’inclusione. La più importante di tutte le sfide è quella di ripartire in serenità e in presenza, nel rispetto della sicurezza e della salute di tutti.

Cosa manca ancora?

Manca ancora qualche docente. Manca la quotidianità di un tempo, che recupereremo giorno dopo giorno con la didattica in presenza.

Sarà un anno finalmente diverso dagli ultimi due?

È quello che ci auguriamo tutti, soprattutto grazie alla ripresa delle attività didattiche in presenza sia per il loro essenziale valore formativo, sia per l’imprescindibile ruolo che esse svolgono nel garantire lo sviluppo della personalità e della socialità degli studenti, provati dai lunghi periodi di limitazione delle interazioni e dei contatti sociali.

Le maggiori criticità: green pass? trasporti? classi pollaio?

Io voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e credo che non valga la pena soffermarsi sulle criticità o sulle polemiche. Ovviamente le criticità non mancano, ma lavorerò ogni giorno per cercare di mettere in campo le migliori soluzioni possibili.

Cosa si sarebbe dovuto fare e che invece non è stato fatto durante i mesi estivi per la ripartenza?

A livello nazionale alcune esternazioni e alcuni proclami mediatici mi sono sembrati inutili e fuorvianti. Comunque quest’anno non ci siamo persi dietro ai banchi a rotelle. Personalmente ho cercato di mettere in campo tutte le forze disponibili per far cominciare regolarmente le attività didattiche, anche con frequenti e continue interlocuzioni con il territorio e con gli Enti Locali. Entrambe le sedi sono interessate da importanti lavori di adeguamento logistico per ottimizzare gli spazi a disposizione. Si è realizzata una sinergia virtuosa, poiché tutti sono risultati partecipi e attivi nel processo di ripartenza, con grande senso di serietà, responsabilità, impegno e competenza.

Rimarrà qualcosa della didattica a distanza nella scuola che si avvia a tornare alla “normalità”?

Come ho già avuto modo di dire in più occasioni, la didattica a distanza (o D.D.I., che dir si voglia)nell’emergenza ha permesso la prosecuzione delle attività didattiche anche se, ormai è chiaro a tutti, in questi mesi ha dimostrato tutti i suoi limiti. La scuola in presenza invece insegna a relazionarsi positivamente con gli altri creando valori personali e professionali capaci di fare squadra contribuendo al bene.

Ma si tornerà davvero come prima?

Non torneremo come prima perché, a mio avviso, ci troveremo a essere migliori di prima. Nel momento imprevisto e imprevedibile dell’emergenza ci siamo riscoperti “comunità”, nel momento in cui abbiamo messo in campo tutte le forze disponibili permettere il regolare svolgimento delle attività didattiche. Ciò che abbiamo fatto (e che dobbiamo continuare a fare) è rinsaldare l’alleanza educativa ... Tutti insieme (personale docente e non docente, famiglie, studenti, comunità locale), avendo fiducia gli uni negli altri, facendo ognuno la propria parte con responsabilità e spirito di collaborazione per una scuola di tutti e per tutti.

Il suo augurio di inizio anno.

Un pensiero va agli studenti. Sono al centro di tutta l’azione didattica ed educativa che la scuola programma. Da loro parte e a loro ritorna il lavoro che tutta la comunità educante e professionale mette in campo. Mi auguro che si impegnino tutti con senso di responsabilità, perché possano maturare e diventare cittadini responsabili.

 


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Roberto Grigoletto

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