30 ottobre 2020

Treviso

Scuola: "Servono insegnati e bidelli"

Il nodo del trasporto scolastico va risolto entro settembre:" Se bus e corriere possono essere riempite solo al 60%, si rischia il caos"

| Isabella Loschi |

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TREVISO - Dopo aver risolto la questione degli spazi per permettere agli studenti trevigiani di tornare in classe, restano altri due questioni spinose da risolvere entro il 14 settembre, giorni d’inizio del nuovo anno scolastico: la mancanza di insegnati e collaboratori scolastici e il trasporto scolastico.

Sono questi i temi portati sul tavolo in prefettura nel corso della riunione convocata dal Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, per fare il punto di situazione sullo stato di attuazione, nella Marca, delle indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid 19 - contenute nel Documento tecnico diramato dal Ministero dell’Istruzione - in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico.

Alla riunione sono stati invitati il sindaco Mario Conte, in qualità di Presidente Anci Veneto, il Presidente della Provincia, Stefano Marcon, i Presidenti dei Comitati dei sindaci dei distretti di Treviso, Pieve di Soligo ed Asolo, e il Direttore dell’Ufficio scolastico provinciale. Barbara Sardella. Per quanto riguarda il tema degli spazi negli edifici scolastici, nella maggior parte degli istituti scolastici, grazie ai nuovi standard organizzativi e logistici già adottati, è stata assicurata la ripresa in sicurezza dell’attività didattica in presenza.

“Alcune lievi criticità, rilevate in alcuni plessi scolastici, saranno superate attraverso piccoli interventi di edilizia leggera, che troveranno copertura finanziaria grazie alle risorse messe a disposizione dalla Provincia - spiegano - Pe le altre sono state già indiviuate due strutture a Treviso e Castelfranco Veneto, per un piano di riallocazione che, nel complesso, interesserà ben 44 classi”.

Non mancano le incognite, legate come anticipato al trasporto scolastico, alle mense e alle palestre che, appaiono connotati ancora da molte incertezze. Il nodo del trasporto scolastico è sicuramente cruciale e, al contempo, quello più critico in vista della ripresa dell’anno scolastico. In vista delle attuali norme anti Covid19 infatti gli autobus e le corriere possono essere riempite solo per il 60%. “Con le limitazioni attuali - ha spiegato il Prefetto - non si riuscirebbe a garantire il trasporto scolastico, nemmeno prevedendo doppi turno o entrate e uscite differenziate”.

Al riguardo, la Provincia auspica nuove regole sull'occupazione dei posti per settembre e l’individuazione di ulteriori risorse per garantire agli studenti, che rappresentano una fetta considerevole dell’utenza del trasporto urbano ed extraurbano, un servizio adeguato e sicuro. “Per mense e palestre il problema emergente è, prevalentemente, quello dato dal considerevole aumento degli costi di gestione che derivano dalle ripetute attività di sanificazione e igienizzazione a cui i locali, gli arredi e le suppellettili devono essere continuamente sottoposti”, ha sottolineato il Prefetto Laganà.

Gli intervenuti hanno espresso l’auspicio che da parte del Ministero dell’Istruzione siano diramate indicazioni tecniche per il contenimento del Covid 19, anche per gli istituti educativi che accolgono bambini compresi nella fascia di età 0-6 anni - ovvero asili nido ed istituti per l’infanzia – attualmente non contemplati nel Documento di pianificazione diramato dal suddetto Ministero.

L’altro fronte critico è quello degli insegnati: la moltiplicazione delle aule causata dall’emergenza coronavirus ha costretto le scuole a chiedere più insegnanti. Ne servono 600 docenti e 600 collaboratori scolastici. “Le scuole hanno indicato i loro fabbisogni - ha confermato la dirigente dell’Ufficio scolasticoSardella -  Tutte hanno chiesto insegnanti e personale Ata”.

 



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Isabella Loschi

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