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24 gennaio 2022

Treviso

A scuola in carcere: consegnati i diplomi ai giovani detenuti

La casa circondariale di Treviso tra i carceri italiani che registra la maggior adesione ai programmi scolastici

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

A scuola in carcere: consegnati i diplomi ai giovani detenuti

TREVISO - Tempo di esami anche per i giovani detenuti della casa circondariale di Treviso. Nelle scorse settimane si sono svolti gli esami di terza media e quelli per il completamento del biennio dell’obbligo con la consegna venerdì scorso dei diplomi-attestati. Un’occasione per presentare l’importante attività didattica condotta dal Cpia nella casa circondariale di Santa Bona che spicca per essere uno dei carceri italiani che registra, in percentuale, la maggior adesione di ospiti ai programmi scolastici.

Quest’anno duecentocinquanta ben le iscrizioni. Tra le proposte i percorsi di 1° livello finalizzati all’acquisizione delle competenze in uscita dalla scuola secondaria di primo grado; percorsi di 1° livello corrispondenti a un livello di scolarizzazione per l’assolvimento dell’obbligo scolastico; ma anche corsi di italiano e di lingua straniera, per lo sviluppo di competenze digitali, di scrittura creativa, momenti di incontro con scuole del territorio. A queste si è aggiunto dal 2016-2017, il progetto Le forme del teatro.

Tra le attività che forniscono competenze concrete e spendibili ci sono i corsi professionalizzanti in collaborazione con il Centro/Scuola Edile Treviso. All’interno di questo percorso quest’anno si è svolto il corso per pittori edili con modalità teorico–pratiche durante il quale, tra l’altro, i partecipanti, seguiti dall’imprenditore Gianluca Rosso, hanno sistemato e ridipinto alcuni locali della Casa circondariale dopo i lavori di ristrutturazione della struttura, anche grazie alla pittura donata da Paolo Camolei.

“Per noi è un successo il fatto che voi apprezziate e seguiate i corsi proposti - ha detto Michela Busatto complimentandosi con gli studenti per il lavoro svolto e i risultati raggiunti durante la cerimonia di chiusura dlel’anno scolastico - è per voi un punto d’arrivo ma anche un nuovo punto di partenza”.

“Crediamo molto nell’importanza dell’attività didattica e artistica-culturale trattamentale- ha detto Andrea Zema, rivolgendosi agli ospiti della Casa Circondariale. “I laboratori teatrali vi consentono di godere di qualche ora di svago e soprattutto vi offrono una valvola di sfogo, la possibilità di esprimere la vostra reale personalità abbattendo quella “figura” che in una struttura complicata come il carcere ci costruiamo addosso”.

Nel corso della sua attività trentennale Fondazione Benetton ha sempre dedicato grande attenzione all’attività didattica per dare il proprio contributo alla crescita culturale della comunità. “Il progetto formativo rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Treviso - ha sottolineato Marco Tamaro - nasce dalla convinzione che il carcere non debba essere un regime transitorio di esclusione totale dalla vita, ma una componente attiva della nostra società».

 



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Isabella Loschi

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