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Cronaca

Scoperto finto rifugio per cani bisognosi: in casa 55 cani e cinque cuccioli in fin di vita

La finta volontaria prendeva soldi per accudire i cani ma in realtà non se ne occupava minimamente

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

cane

Un orrore senza fine ha segnato la vita di 55 cani e cinque cuccioli, vittime di una truffa orchestrata da una donna di 48 anni, già nota alle forze dell'ordine per reati simili. La donna, chiamata alternativamente con diversi nomi, è stata arrestata lo scorso settembre dopo che una crudele realtà è venuta alla luce durante un’indagine. L'organizzazione fasulla, denominata "Special Needs Animal Welfare League", creata dalla donna, originaria dell’Arizona ( Stati Uniti), si presentava come un rifugio per cani con bisogni speciali. Tuttavia, le indagini hanno rivelato che dietro questa facciata si celava una macabra truffa: anziché prendersi cura degli animali affidati, la donna incassava denaro ignorando completamente il loro benessere.

I cani, trovati in condizioni di malnutrizione estrema e in salute precaria, sono stati il risultato di un inganno senza scrupoli. Molti di loro erano in uno stato così critico che è stato necessario sopprimerli per porre fine alle loro sofferenze. Altri sono stati trovati morti dentro un freezer.

La storia della 48enne è costellata di menzogne. Nel 2018, la donna guadagnò visibilità sui social media grazie all'adozione di un Husky chiamato Clyde, condividendo foto idilliache su Instagram. Sfruttando questa fama, ha iniziato a contattare persone offrendosi di prendersi cura di cani con disabilità attraverso il suo finto rifugio. La truffa è stata alimentata anche dall'uso di diversi account sui social media, un artificio per far sembrare che la donna non possedesse così tanti animali. In realtà, pare che abbia accumulato persino 70 cani, molti dei quali con esigenze mediche speciali, alle quali non ha mai provveduto.

Una delle vittime della truffa, ha raccontato al DailyMail il suo orrore: "Mi sono insospettita quando la donna ha smesso di rispondere alle mie chiamate. Inizialmente pubblicava foto e rimaneva in contatto, poi nulla. Quando ho chiesto di poter vedere altre foto, mi ha detto che era troppo occupata e ha aggiunto che uno dei miei cani stava vivendo con un'altra famiglia, mentre in realtà era nel suo disgustoso giardino". Ora, con 77 capi d'accusa a carico, la donna deve affrontare la giustizia per i suoi crimini contro gli innocenti animali che avrebbe dovuto proteggere.


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