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01 ottobre 2022

Vittorio Veneto

Lo sciacallo è tra noi. Ma è dorato

L’ultima sorpresa nello straordinario universo della fauna selvatica è tutta vittoriese. E arriva da lontano: dall’Asia e dall’India

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

sciacallo dorato cansiglio

CANSIGLIO - Ha preso casa qui. Sulle colline tra Vittorio Veneto e Fregona. E ne ha fatta di strada. Negli ultimi dieci anni ha percorso migliaia di chilometri, dalle ultime propaggini del continente asiatico, passo dopo passo, ha esteso il suo areale sopattutto verso Ovest, conquistando l’Europa. Sfuggente, elusivo,”pulito”, lo sciacallo dorato è entrato a far parte della fauna selvatica che popola i greti dei nostri fiumi e la boscaglia. Estremamente raro, è una specie protetta. Fondamentale per la tutela della biodiversità. A documentarne la presenza attraverso un’attento intervento di fototrappolaggio è stato Luca Zanchettin, responsabile del progetto WCP, Wildlife Camera Project, dell’associazione naturalistica Lorenzoni, che dal 2018 ha come obiettivo quello di monitorare la fauna del Cansiglio e delle colline della Pedemontana.

 

Zanchettin, lo sciacallo dorato è la vostra ultima scoperta in ambito faunistico: dove è stato avvistato?

In seguito ad un anno di scouting è stata documentata la presenza certa di un gruppo familiare riproduttivo di sciacallo dorato sulle colline tra Vittorio Veneto e Fregona: si tratta del secondo branco confermato in Veneto dopo quello di Santo Stefano di Cadore. Lo sciacallo è un piccolo canide non molto diverso dal lupo o dalla volpe: vive in piccoli branchi e trova il suo habitat ideale nei giovani boschi, praterie e greti fluviali dove si nutre di piccoli mammiferi, lepri, uccelli oltre che essere un abile spazzino di carcasse di animali più grandi purtroppo a volte anche di rifiuti antropici (forse da qui il detto “fare lo sciacallo”?). Se in branco riesce a predarre anche i caprioli ei piccoli degli altri ungulati.

 

Di dov’è originario?

La specie, originaria dell’Asia, è giunta in Italia negli anni ’80 per dispersione naturale, proveniente dai monti Dinarici. Presente abbondantemente sul Carso e lungo Torre e Tagliamento già da molti anni ora la popolazione è in espansione verso Ovest: questo avviene nell’ambito di un fenomeno che sta interessando L’intera Europa centro-orientale.

 

Lo sciacallo è una presnza inedita dunque…

Si tratta di una nuova presenza, sì, molto interessante e importante per la fauna locale in quanto porta dinamicità nelle popolazioni dei piccoli animali dei nostri boschi con la sua azione di predazione e saprofagia.

 

E’ pericoloso per l’uomo?

No, assolutamente. Gli scialli sono molto schivi e pesano solo 11-15 kg da adulti e il conflitto con il mondo venatorio è molto contenuto e limitato alla piccola cacciagione (lepri e fagiani, regolarmente introdotte dei cacciatori con individui allevati non autoctoni). Nonostante questo è aspramente perseguitato con azioni di bracconaggio malgrado sia specie particolarmente protetta in Italia.

 

Vittoriese, 28 anni, una laurea in Scienze ambientali a Udine (ma sta finendo la tesi magistrale a Bolzano/Innsbruck), Luca Zanchettin è educatore ambientale presso il museo e centro di ecologia “Giovanni Zanardo” dei Carabinieri Forestali in Pian Cansiglio, inoltre come libero professionista collabora con la regione Veneto e l’Università di Udine. 

 

Luca Zanchettin, tu sei responsabile del Wildlife Camera Project, il progetto di fototrappolaggio che ha consentito di monitorare con straordinari video la fauna selvatica nella foresta del Cansiglio. Quando nasce il WCP? In che cosa consiste?

Nasce per iniziativa dell’Associazione Naturalistica Lorenzoni di Vittorio Veneto nel 2018 con l’obbiettivo di monitorare la fauna del Cansiglio, in particolare il lupo nuovo arrivato. La nostra missione è quella di produrre del materiale didattico per coloro che sono interessati alla natura del Cansiglio, oltre a fornire i dati raccolti agli enti gestori. In particolare, contribuiamo al monitoraggio nazionale del lupo nel progetto LIFE Wolfalps. Nel 2022 abbiamo pubblicato un libro sul lupo in Cansiglio con tutte le cose che abbiamo imparato su questo animale contenete anche i video visualizzabili con QRCode, con la guida del prof. Francesco Mezzavilla, biologo ricercatore e autore di innumerevoli studi sulla fauna del Cansiglio e non solo. Abbiamo poi anche esposto i nostri risultati al IX Convegno dei Faunisti Veneti. Oltre a me coordinatore e il prof. Mezzavilla nel progetto sono coinvolti volontari dell’Associazione Lorenzoni e del CAI Gruppo Grandi Carnivori: Mauro Da Ros, Silvia Felappi, Guerrino Malagola, Lucio Mercadante, Juri Mognol, Mauro Perin e Elena Tarzariol.Tra i traguardi più soddisfacenti sicuramente la prima testimonianza della riproduzione del lupo in Cansiglio oltre che aver “riscoperto” specie molto elusive delle quali in zona si sapeva pochissimo come il gatto selvatico e la puzzola e il nuovo arrivo dello sciacallo dorato nel vittoriese.

 

Dove sono state piazzate le fototrappole?

La nostra area di studio principale è la Foresta del Cansiglio, che con il tempo abbiamo espanso ad aree contermini fino all’area del Col Nudo in Alpago verso Nord e alla Val Lapisina e le colline di Fregona e Vittorio Veneto verso Sud. Siamo partiti da una decina di fototrappole nel primo anno e siamo arrivati ad una quarantina nel 2022, per un totale di un centinaio di singoli siti campionati nel corso degli anni.

 

Quante foto e soprattutto quali animali avete ripreso finora?

I singoli video/foto prodotti in totale finora sono sull’ordine dei 25-30 mila, tuttavia c’è da dire che le fototrappole a volte fanno molti scatti vuoti. I singoli eventi di cattura di animale stimo siano oltre i 15 mila. Un lungo elenco di mammiferi e uccelli tra i nostri soggetti: ovviamente gli onnipresenti ungulati (cervi, caprioli, daini etc), tanti mustelidi (tasso, martora, faina, puzzola), molto abbondante la volpe ei piccoli mammiferi come ghiri e scoiattoli e altri roditori. Poi ci sono gli elusivi predatori, che vivono a bassa densità e sono difficili da intercettare: il lupo e il gatto selvatico. infine molti uccelli sia diurni sia notturni, alcuni rari da fototrappolare come l’aquila reale e il gallo cedrone. Molto interessante è vedere come cambiano le popolazioni delle diverse specie negli anni, le stagioni e le varie aree del Cansiglio e dintorni.

 

La situazione dei lupi. Sono tranquilli in Cansiglio? Quante famigliole ci sono? Come se la cavano?

Attualmente vi è un branco di lupi in Cansiglio composto probabilmente da 7-8 adulti più i piccoli nati quest’anno, e la situazione è analoga per un altro branco di lupi in Alpago che vive nei boschi tra Col Nudo, Teverone e Dolada. Entrambi i branchi sembrano trovare un ambiente ideale senza particolari disturbi antropici. I territori in questione sono molto ricchi di fauna selvatica, in particolare ungulati, che sostengono la popolazione di lupi senza che essi debbano allargare il territorio oltre i 100 km quadrati.

 

Quali altri animali stanno bene in foresta e quali soffrono in questo momento?

Oltre al lupo il Cansiglio è vocato per gli ungulati: negli ultimi anni era molto abbondante il cervo, il quale in seguito all’arrivo del lupo ha avuto un calo importante (senza però mai sparire del tutto). Da questa decrescita ha immensamente beneficiato il capriolo che nell’area non raggiungeva numeri così abbondanti da molti anni. Da queste presenze poi traggono vantaggio tutti i mammiferi e uccelli carnivori e saprofagi che si nutrono delle loro carcasse. Non se la passano molto bene invece i galliformi: molto abbondanti fino a 15-20 anni fa hanno avuto una crisi per una combinazione di fattori alcuni dei quali sconosciuti: in primis cambiamenti climatici, bracconaggio e probabilmente l’alterazione del sottobosco operata dal cervo negli anni passati della quale soffrono ancora. Il gallo cedrone è molto raro e fa poche timide comparsate, mentre il francolino di monte è completamente latitante da almeno 5 anni.

 

La presenza umana - tra poco il Cansiglio verrà preso d’assalto nei we - compromette la fauna?

Il Cansiglio è molto grande, e gli animali trovano abbondanti spazi dove sfuggire al disturbo dei vacanzieri, oltre che a tollerare la vista degli esseri umani purché abbiano sempre una sicura via di fuga. L’importante è rispettare l’ambiente che faremo trovare a questi animali una volta tolto il disturbo: è importante non abbandonare i rifiuti (anche organici, il selvatico non si deve abituare al nostro cibo). Inoltre se possibile limitare i rumori forti (gli animali notturni di giorno dormono!) e molto importante tenere il cane al guinzaglio: se fuori controllo essi possono disturbare e far del male alla fauna selvatica e nel caso di un incontro con i lupi sono essi stessi in pericolo.

 

Foto: uno sciacallo ripreso dalla fototrappola posizionata dalla Forestale nella foresta Bellunese di Somadida - credit www.carabinieri.it

 

 

 


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Emanuela Da Ros

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