05 aprile 2020

Treviso

Schiuma bianca nelle acque del Piave, allarme a Spresiano

Potrebbe essere vino, il sindaco Della Pietra dopo il sopralluogo con Legambiente Piavenire e vigili: "Attendiamo i risultati delle analisi"

| Isabella Loschi | commenti |

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schiuma nel Piave

SPRESIANO - Una strana schiuma bianca è apparsa nelle rive del fiume Piave all’altezza del parco Grave di Spresiano.

L’animalo fenomeno è stato fotografato e segnalato da alcuni cittadini all’amministrazione comunale nella giornata di lunedì. Le foto sono state condivise sul gruppo Facebook “Sei di Spresiano se” anche ieri, allarmando i residenti per un possibile inquinamento delle acque. Il comune già lunedì pomeriggio si è attivato per effettuare le verifiche del caso in collaborazione con la polizia locale, Arpav e Legambiente Piavenire. E nella giornata di ieri, martedì, si è svolto un secondo sopralluogo per monitorare la situazione.

“Ho fatto un sopralluogo congiunto al Parco Grave con Legambiente Piavenire, Polizia Locale e il vicesindaco Mestriner - ha spiegato il sindaco Marco Della Pietra dalla sua pagina Facebook - Sono stati fatti dei prelievi di acqua e vi daremo i risultati appena li avremo a disposizione. La situazione risulta sotto controllo e non vi sono condizioni di pericolo di inquinamento - mette in chiaro il primo cittadino - Monitoreremo comunque la situazione anche nei prossimi giorni”. 

Pare che la schiuma bianca arrivata a riva sia riconducibile ai 33mila litri di vino finiti in acqua nei giorni scorsi a causa del ribaltamento di un’autobotte a Giavera del Montello.

In merito al post pubblicato sui social il sindaco ha poi invitato i cittadini a inoltrare eventuali segnalazioni al Comune o agli enti interessati seguendo i canali convenzionali e poi a condividerle su Facebook. “Per eventuali segnalazioni chiediamo alla cittadinanza di contattare immediatamente gli uffici comunali e gli altri enti preposti, seguendo i canali convenzionali, e poi potete utilizzare Facebook, ma solo dopo aver contattato chi di dovere”.

 



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Isabella Loschi

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