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18 gennaio 2022

La scelta di A.Jolie - II: la componente genetica del tumore della mammella

Categoria: Scienze e tecnologie - Tags: cancro, medicina, tumore mammella, BRCA, test genetico, mastectomia

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Scarpis Enrico | commenti |

 

di Matilde C. Malfatti*

 

Solo raramente a trasmissione genetica

Secondo le ultime stime rilevate da AIRTUM-AIOM (I numeri del cancro in Italia, 2012), una donna su otto potrà ammalarsi di tumore della mammella. Se ne deduce che questa sia una malattia piuttosto frequente, ma questo dato statistico non deve trasmettere solamente paura, quanto, piuttosto, un senso di responsabilità nel seguire con scrupolo e fiducia il percorso di screening e di consulenza medica che le strutture sanitarie mettono a disposizione di tutte le donne.

Il tumore della mammella è, nella stragrande maggioranza dei casi, sporadico o, in altre parole, episodico: la componente genetica in causa è caratterizzata dall’alterazione di numerosissimi geni la cui modificazione non è obbligatoriamente trasmessa dai genitori ai figli, ma avviene spesso ad opera di agenti esterni con cui veniamo a contatto nel corso della vita (fumo di sigaretta, alcol, inquinamento). La maggior parte di questi geni è a noi sconosciuta, poiché sono numerosi e spesso non direttamente coinvolti l’organo in questione.

D’altra parte esiste una bassa percentuale di tumori alla mammella (circa 5-10%) che vede come causa dell’insorgenza del tumore un unico gene. Ad oggi ne conosciamo due responsabili, se mutati, di determinare lo sviluppo del tumore alla mammella: BRCA-1 (60%) e BRCA-2 (30%).

 

I geni BRCA-1, BRCA-2

La proteina BRCA-1 che interagisce con un'altra proteina per il riparo del DNA

da: PDB - Protein Data Bank

 

Il loro acronimo sta per BReast CAncer susceptibility protein (proteina di suscettibilità al cancro della mammella). Questi geni autosomici (non appartenenti, cioè, ai cromosomi sessuali X e Y), collocati nei cromosomi 17 e 13, sono responsabili della produzione di proteine, residenti nel nucleo cellulare, il cui scopo è quello di riparare il DNA danneggiato.

La posizione del gene BRCA-1 sul cromosoma 17

immagine da: Wikipedia.

 

La trasmissione genetica di BRCA1/BRCA2 è detta di tipo dominante: è sufficiente che uno dei due geni, ereditati dai due genitori, sia mutato perché si sviluppi il tumore.

BRCA-1 dà un rischio di sviluppare tumore alla mammella di circa il 15% a 40 anni, del 40% a 50 anni, del 60% a 60 anni.

Il rischio di sviluppare il tumore della mammella (rombi) e dell'ovaio (quadri) in relazione all'età, per quanto riguarda BRCA-1...

...e per BRCA-2.

Per le percentuali precise si raccomanda la lettura de: Antoniou A., et al., Am J Hum Genet. 2003 May;72(5):1117-30.

 

Non tutte le donne, purtroppo, possono sottoporsi al test genetico

Esiste un test genetico che permette di identificare mutazioni dei geni suddetti. Questo consiste nel ricercare la mutazione nelle cellule del sangue, non in quelle della mammella. Non è necessario, quindi, asportare una piccola porzione di seno, ma è sufficiente un prelievo di sangue.

Il messaggio che NON deve essere trasmesso dall’articolo di Angelina Jolie è che tutte le donne possano sottoporsi al test genetico. Questa ridotta possibilità è dettata dal fatto che il test, purtroppo, è complesso, molto costoso e richiede molto tempo per la risposta. Il problema, infatti, è che questi geni sono talmente grandi che con gli strumenti a nostra disposizione (sequenziatori del DNA di ultima generazione) risulta difficile studiarli con precisione nella loro intera lunghezza. Inoltre le mutazioni che possono insorgere su questi geni sono molteplici, per cui è complicato, qualora si sospettasse la presenza di un’alterazione, una facile identificazione di queste.

Inoltre non è utile che tutte le donne si sottopongano al test, la frequenza delle mutazioni, infatti, di questi geni nella popolazione generale si aggira intorno allo 0,1%-0,3%. Troppo bassa, quindi, per poter impostare uno screening rivolto a tutte le donne. Ad oggi perciò, solo un ristretto gruppo di donne sono le principali candidate a sottoporsi, se vi è la possibilità, al test genetico.

 

Nella terza parte: A chi fare il test; Se il test è positivo?; La prevenzione per le donne portatrici;

 

Per approfondire:

EpiCentro - ISS

National Cancer Institute

Mayo Clinic

 

 

* dottoressa in Biotecnologie Mediche

Università degli Studi di Udine

 

 

 

 

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Le informazioni sopra riportate e tutti gli articoli del blog hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono un consiglio medico, né provengono da prescrizione specialistica. Essi hanno lo scopo di spiegare tematiche mediche in modo comprensibile a tutti, senza, però, avere la presunzione di esaurire l'argomento in poche righe. Vi invito a rivolgervi al proprio medico curante, ai farmacisti e a tutti gli altri specialisti qualificati per chiarire qualsiasi dubbio riguardante la vostra salute. Il rapporto di fiducia, di stima reciproca e di confidenza tra medico e paziente deve essere sempre coltivato e salvaguardato con il massimo impegno possibile.



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