05 marzo 2021

Italia

Scandalo Lega al Senato, Bricolo: "Contro di noi accuse false e prive di fondamento"

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Scandalo Lega al Senato, Bricolo:

ROMA - "Si tratta di accuse false e prive di ogni fondamento alimentate dalla ex collaboratrice infedele". Così Federico Bricolo, capogruppo della Lega al Senato, reagisce alle notizie riportate oggi da 'Repubblica' circa un utilizzo irregolare di fondi da parte del gruppo del Carroccio a palazzo Madama. Così Federico Bricolo, capogruppo della Lega al Senato, reagisce alle notizie riportate oggi da 'Repubblica' circa un utilizzo irregolare di fondi da parte del gruppo del Carroccio a palazzo Madama.

"Tutti i resoconti della gestione del gruppo Senato - sottolinea Bricolo - sono stati regolarmente revisionati da una società terza ed esibiti in perfetta trasparenza anche alla Procura di Roma, non è emersa alcuna irregolarità che ci riguarda". "Le notizie pubblicate oggi - spiega - riprendono una vicenda nota, scaturita da una denuncia per appropriazione indebita promossa dal segretario Maroni a seguito della quale la segretaria del gruppo al Senato è stata licenziata per gravi violazioni disciplinari".

"La stessa ex lavoratrice ha impugnato il licenziamento e il Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso riconoscendo la legittimità dell'allontanamento perché fondato su gravi motivi, tra cui i fatti di rilievo penale. In questa chiave di ritorsione e malessere vanno lette e ridimensionate le rivelazioni false e prive di ogni fondamento della ex collaboratrice infedele che dovrà restituire al gruppo i soldi che ha sottratto e per cui la Lega Nord, fino a prova contraria, è parte offesa. Ogni diversa interpretazione è contraria ai fatti e se non altro strumentale", afferma.

L'esponente leghista spiega quindi in una lunga nota, che "non esiste nessuno 'stipendio extra', nessuna 'paghetta'", né alcun "benefit" per il capogruppo e ricorda di aver subito informato i magistrati "non appena mi sono reso conto che qualcosa non andava nella gestione amministrativa (che tra l'altro avevo ereditato dalla legislatura precedente) dei fondi assegnati al nostro gruppo".

"Rispetto all'articolo pubblicato oggi sul quotidiano 'La Repubblica' che veicola l'idea di un utilizzo non corretto dei fondi pubblici da parte del Gruppo Lega Nord Senato, è doveroso da parte mia - aggiunge Bricolo -, non solo per difendere la mia reputazione da attacchi che guarda caso arrivano in piena campagna elettorale, ma quella di tutto il Gruppo, precisare inoltre quanto segue: non esiste nessuno 'stipendio extra', nessuna 'paghetta', che noi ci saremmo attribuiti surrettiziamente; esiste invece un fondo, pari al 10% del contributo che il Senato assegna ad ogni Gruppo per il suo funzionamento, destinato, così come recita la delibera attuativa 'alle esigenze della Presidenza'. Ne hanno sempre usufruito e ne usufruiscono tutt'ora tutti i gruppi parlamentari".

"Dalla primavera scorsa - sottolinea ancora il capogruppo al Senato - in ottemperanza a una spending review interna da me disposta, tale fondo non è stato più utilizzato. Tanto per capire: la scorsa settimana alle consultazioni dal Capo dello Stato ci sono andato con un'auto il cui noleggio (a ore) ho pagato di tasca mia, senza chiedere rimborsi ad alcuno".

"Nessun benefit per il capogruppo. Nell'articolo - aggiunge Bricolo - si riportano dichiarazioni della ex segretaria addetta all'amministrazione del nostro Gruppo che dice testualmente: 'Il gruppo pagava l'affitto dell'appartamento dove abitava il senatore Bricolo, con bonifico permanente di euro 1250 e inoltre saldava il conto di una carta di credito che era nella disponibilità esclusiva del Presidente'. Non è così e manca un'informazione fondamentale: non c'è stato nessun bonifico permanente visto che utilizzai quel punto di appoggio per soli tre mesi nel 2008; inoltre quei 1250 euro di cui si parla mi venivano ovviamente decurtati (come posso provare dagli estratti conto in mio possesso). Posso affermare senza paura di essere smentito che di certo non mi faccio pagare la casa dal Gruppo, né a Verona dove abito, né tantomeno a Roma né da nessuna altra parte".

"Lo stesso - prosegue Bricolo - vale per la carta di credito. Per me parla la mia storia: così come quando da sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti nel 2005/2006 non utilizzai mai, e dico mai, la carta di credito che mi era stata assegnata e giravo sul territorio per motivi di servizio con la mia auto pagandomi la benzina senza chiedere rimborsi di sorta, anche adesso posso garantire che la carta di credito assegnatami in quanto Presidente del Gruppo non è mai stata utilizzata per fini personali o extra lavorativi che dir si voglia".

"Terzo punto ma forse il primo in ordine di importanza. Al di là del tempismo con cui certe dichiarazioni vengono divulgate (siamo in piena campagna elettorale con il mio Movimento impegnato sia a livello regionale che nazionale in partite delicatissime e strategiche), voglio precisare che non appena mi sono reso conto che qualcosa non andava nella gestione amministrativa (che tra l'altro avevo ereditato dalla legislatura precedente) dei fondi assegnati al nostro gruppo, ho provveduto subito ad informare i magistrati, e ho immediatamente dato incarico a una società di revisione esterna di passare al setaccio i conti del gruppo anche per il passato per trovare riscontro alle irregolarità emerse a seguito delle indagini della Procura di Milano sul nostro ex amministratore. Il lavoro dei revisori esterni è stato consegnato alla Procura di Roma a cui è passata l'indagine a dimostrazione che siamo i primi a volere chiarezza." "Mi amareggia infinitamente che, con questo fango da campagna elettorale, il mio nome venga accostato alla schiera di quanti hanno sperperato e lucrato sui soldi pubblici, approfittando dei loro ruoli di potere. Per quanto mi riguarda, qualsiasi incarico mi sia stato affidato nella mia carriera politica, l'ho svolto con passione ed entusiasmo e fierezza, per dare il mio contributo al partito cui appartengo, e di certo mai realizzando tornaconti personali o perseguendo interessi privati. Logiche che non mi appartengono e non mi apparterranno mai", conclude.

(Adnkronos)

 



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