24 gennaio 2020

Conegliano

Santa Lucia, il sindaco scrive le ricette mediche in veneto. Il caso finisce all'Ordine dei medici

Szumski: "La maggior parte dei pazienti capisce meglio la lingua madre"

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Santa Lucia, il sindaco scrive le ricette mediche in veneto. Il caso finisce all'Ordine dei medici

SANTA LUCIA DI PIAVE - Il medico di base e sindaco di Santa Lucia di Piave, Riccardo Szumski, ha annunciato attraverso i social network che scriverà le prescrizioni per i suoi 1.500 assistiti in dialetto veneto "Sinistra Piave". Lo ha precisato lo stesso Szumski spiegando che "la maggior parte dei pazienti comprende meglio la lingua madre" e che comunque il nome del farmaco con il principio attivo sono "correttamente formulati in italiano".

 

Secondo il professionista non esisterebbe alcuna norma che impone a un medico di annotare le proprie indicazioni in lingua italiana e che l'unico obbligo è quello di "farsi capire correttamente" dal paziente. "In ambulatorio mi servo del computer - ha aggiunto - nonostante la tastiera non contenga tutte le lettere che corrispondono a suoni particolari del nostro dialetto, mentre se sono impegnato in un'assistenza domiciliare, dovendo vergare a penna il documento, lo faccio usando la lingua italiana".

 

Rispetto ai problemi di comprensione che i tre farmacisti del suo comune potrebbero incontrare, Szumski esclude la possibilità di ostacoli in quanto "tutti sono originari di Santa Lucia o comunque capiscono perfettamente la lingua che si usa in questa parte di trevigiano. In caso di difficoltà - conclude - possono in qualsiasi momento interpellarmi al cellulare".

 

In veste di sindaco, pochi giorni fa Szumski ha assunto la decisione di offrire in regalo a ogni nuovo nato una bandiera con il leone di San Marco, producendo il certificato di nascita in lingua veneta, italiana e inglese. Sanità: Ordine Medici discuterà caso ricette in 'veneto' Il casO sarà affrontato nel prossimo Consiglio dell'Ordine dei medici di Treviso: Lo ha annunciato il il presidente dell'organismo, Luigino Guarini.

 

"Noi vigiliamo sulla deontologia a tutela della salute del cittadino - ha spiegato - La notizia di oggi non ci da' conto di eventuali danni patiti dagli assistiti a causa di questa iniziativa e dunque non abbiamo motivo di intervenire. Qualora fossero segnalati problemi di comunicazione sia con i pazienti sia con i farmacisti, allora dovremmo discuterne più in profondità".

 

Il presidente dell'Ordine ha tuttavia ricordato che, oltre al problema deontologico, c'è quello di ordine "contrattuale" connesso alla convenzione che il medico ha con l'azienda sanitaria locale, e tramite questa con la Regione Veneto. Saranno cioè questi enti a "valutare se vi siano violazioni di tipo contrattuale" da parte di Szmuski, e in questo caso anche l'Ordine dei medici sarebbe chiamato ad assumere provvedimenti. "Non vorremo diventare strumento di discussione politica - ha concluso Guarini - per questioni che potrebbero avere un riflesso deontologico, ma anche no".

 

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