20 febbraio 2020

Treviso

Sanità trevigiana venduta ai privati? “E’ falso"

Il direttore generale dell'Uls2 Benazzi: "I dati lo provano"

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Francesco Benazzi

TREVISO - “E’ assolutamente falsa l'affermazione secondo cui in provincia di Treviso la sanità sarebbe stata “venduta” ai privati”. Così il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, che ieri ha presentato tutti i dati a partire dai posti letto.

Nell’Ulss 2 la quota dei posti letto dei privati nel 2013 era del 18% sul totale, nel 2019 è scesa al 14%, si è registrato, quindi, un calo del 4%, passando da 527 posti letto privati a 397 dello scorso anno. Per quanto riguarda Conegliano e Vittorio Veneto: erano, complessivamente 581 tra Conegliano e Vittorio Veneto nel 2013 (336 Conegliano e 245 a Vittorio Veneto); 583, invece, quelli del 2019 (539 nei due ospedali, cui vanno aggiunti i 54 degli ospedali di comunità).

PRESTAZIONI - Nel 2012 le prestazioni pubbliche erano il 90% e quelle private il 9,5%, nel 2018 quelle pubbliche sono salite al 92,5% e quelle private scese al 7,5%. In totale nel 2018 sono state registrate 9.029.528 prestazioni pubbliche e 732.729 private. “Sul budget liquidato ai privati per assistenza ospedaliera: la quota è stata ridotta in modo significativo, passando dai 50.824.635 del 2010 ai 41.348.000 del 2019 distribuita tra i privati accreditati della Marca, ovvero Casa di Cura Giovanni XIII (22.250.000), San Camillo (11.898.000, Villa Napoleon (3.000.000), La Nostra Famiglia” (4.200.000). Infine gli organici.

ORGANICI - “Il mantra secondo cui negli ospedali mancherebbe personale per nostra volontà va assolutamente smentito – ha ribadito Benazzi - . Intanto bisogna precisare che a mancare sono solo i medici, in alcune specialità: a causare questo problema, presente su tutto il territorio nazionale l’errata programmazione a livello centrale. Noi facciamo regolarmene i concorsi per la copertura dei posti vacanti (abbiamo attivato, nel 2019, 130 procedure di reclutamento medici) ma, purtroppo, dobbiamo fare i conti con la mancanza di specialisti. Se chi critica fornisce nominativi noi siamo pronti ad assumere domani mattina”.
Per quanto riguarda invece, Oss e infermieri, grazie alle autorizzazioni regionali, abbiamo potuto assumere, lo scorso anno, 165 persone in più rispetto alle cessazioni registrate.

Sull’attivazione del pronto soccorso presso la casa di cura Giovanni XXIII di Monastier commenta: “L’attivazione del Pronto Soccorso a Monastier non è un favore fatto al privato, ma un supporto al Pronto Soccorso di Treviso fatto per agevolare l’utenza e ridurre i tempi d’attesa. Ricordo che il Pronto Soccorso del Ca’ Foncello registra maggior numero di accessi a livello regionale e che deve farsi carico anche della traumatologia grave del bellunese e del veneto orientale. Complessivamente lo scorso anno i sei Pronto Soccorso dell’Ulss 2 hanno registrato 299.108 accessi: il Pronto Soccorso di Monastier si prevede che accoglierà circa 20mila l’anno, pari all’8% dell’utenza complessiva”.

 

 

 

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