03 aprile 2020

Castelfranco

Sanità, "risposte veloci solo a chi scrive a Zaia e protesta"

Un sondaggio del Pd sulla sanità castellana mette in luce come spesso i cittadini sino costretti a rivolgersi ai privati o ai politici

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Zaia davanti all'ospedale di Castelfranco

CASTELFRANCO – Un sondaggio del gruppo consiliare Pd di Castelfranco fa emergere un fenomeno che di fatto è noto a tutti coloro che hanno la sfortuna di dover richiedere delle prestazioni sanitarie a fronte del fato che ottenere un servizio in tempi celeri e utili per diagnosi e terapie, è spesso impossibile. “La voce che gira a Castelfranco è che basta scrivere una mail a “Dillo al Direttore” (dal sito web dell’ULSS) perché parta dalla Direzione Generale l’ordine al CUP o al Servizio di competenza di dare subito risposta all’autore della segnalazione. Meglio se la mail la mandi direttamente a Zaia dicendo che sei un suo estimatore, da lì parte subito la mail al direttore generale”.

I gruppo d’opposizione quindi precisa: “Eravamo scettici che fosse questo il sistema in funzione, perché siamo convinti che “la sanità è un diritto di tutti, non dei soliti raccomandati! Non siamo mica nel paese della mafia! Se una persona ottiene una certa prestazione in tempi rapidi, è perché è suo diritto e tutti quelli che si trovano nella stessa situazione otterranno la prestazione in tempi rapidi”. E invece ci sbagliavamo! Solo chi si dimostra ossequioso o chi protesta ottiene una risposta, in modo da evitare che diventi una protesta generalizzata!”.

“Questo perverso e iniquo meccanismo è alla luce del sole. Scorrendo la pagina ufficiale Facebook di Zaia scopriamo che diverse persone della Castellana hanno segnalato di non ricevere le prestazioni prescritte dal medico. A queste persone viene risposto così: “Luca Zaia Buonasera XXXXXX, può inviare una mail a dir.presidente@regione.veneto.it spiegando dettagliatamente la sua situazione? Così possiamo verificare, la ringrazio.” Evviva il rispetto dei Cittadini!".


Tutto è scaturito dalla necessità di capire, in quanto amministratori pubblici, come stia funzionando la sanità: “Abbiamo chiesto ai cittadini di Castelfranco e dintorni, se conoscono persone che hanno avuto bisogno di prestazioni sanitarie dell’ULSS e quali risposte hanno ricevuto. Vi presentiamo pochi casi, emblematici di tantissimi altri. Una signora di 70 anni, con pregressa pericardite, deve controllarsi periodicamente con ECG + Ecocardiogramma + visita cardiologica. Con la richiesta del curante a marzo chiede al CUP questi accertamenti; le viene proposta la visita cardiologica a Castelfranco dopo 2 mesi; l’ECG a Valdobbiadene dopo 3 mesi e mezzo; l’ecocardio a Montebelluna dopo 4 mesi; la signora insiste per fare prima l’ECG e l’ecocardio perché poi con questi esami il cardiologo la visita meglio; non c’è stata alcuna possibilità di modificare questo programma; o meglio, poteva essere modificato con tempi biblici; si rivolge così a un cardiologo privato che in breve tempo fa ECG + Ecocardio + Visita cardiologica”.

Altro caso analogo: “Una signora di 67 anni affetta da sclerosi a placche e seguita a Verona, da anni fa TAC cerebrale 1 volta all’anno all’Ospedale di Castelfranco, per monitorare l’evoluzione della malattia. Dovendo fare l’ultima TAC a giugno, l’ha richiesta a gennaio, ma è stata rinviata di mese in mese finché a maggio, in prossimità della visita neurologica a Verona, si è rivolta a un conoscente e tramite il suo interessamento è riuscita a fare l’esame privatamente entro una settimana – problematiche simili anche su altri fronti -. Servizio di Neuropsichiatria infantile (ora Servizio Età Evolutiva). È già successo molte volte che la Scuola segnala situazioni di bambini in età scolare che necessitano di essere visti dal servizio. La scuola redige la segnalazione su formulario ULSS e, secondo le procedure ULSS, la consegna ai genitori, che si recano al Servizio per chiedere il primo appuntamento di valutazione, a cui se necessario dovrà seguire la presa in carico. Il servizio prende nota e informa che verranno richiamati. Nonostante i solleciti, spesso passano 6 mesi o più senza aver nessun appuntamento. Allora i genitori si rivolgono a specialisti privati: devono mettere mano ai portafogli e, soprattutto, il loro figlio rischia di perdere il vantaggio della sinergia tra Scuola e Servizio ULSS”.

Ma a fronte delle palesi problematiche c’è anche una nota positiva, spiegano i consiglieri che hanno illustrato questa situazione anche nel giornalino comunale: “Le persone interpellate ci tengono a distinguere il malfunzionamento del sistema da un sincero apprezzamento per la professionalità e la cortesia del personale medico, infermieristico e di assistenza, che viene sempre valutato positivamente, come ad esempio “un grazie di cuore ai medici e infermiere/i per la loro umanità e il lavoro che svolgono spesso in condizioni pessime”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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