02 luglio 2020

Cronaca

Salvini sull'aborto: "Scelta che spetta alla donna, ma no abusi"

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Salvini sull'aborto:

L'aborto "è una scelta che spetta solo alla donna, alla coscienza, alla libertà di scelta della donna, semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione di gravidanza, come molti medici mi hanno segnalato, non faccia bene alla salute e meriti una riflessione". In una diretta su Facebook il leader della Lega ribadisce la sua posizione e quella del suo partito dopo le polemiche sollevate dalle dichiarazioni rilasciate all'evento 'Roma torna Capitale' all'Eur, invitando tra l'altro i giornalisti a "riportare correttamente le mie parole". "Io non sono nessuno per dare lezioni di morale - sostiene - mi sono permesso di dire che evidentemente c'è un tema culturale da affrontare se qualcuno abusa di un'operazione che fa male alla salute. Figurati se Salvini si mette contro l'aborto o il divorzio, sono l'ultimo che può dare lezioni, ma raccolgo il grido d'allarme che arriva da tanti pronto soccorso, ospedali, consultori, che chiedono di fare il possibile per tutelare la vita".

 

La precisazione arriva dopo le dichiarazioni dal palco della manifestazione dell'Eur a Roma, dove aveva parlato di donne che sono andate "sei volte al pronto soccorso per l'aborto", puntando il dito contro l'affollamento dei pronto soccorso anche da parte di chi chiede l'interruzione di gravidanza. "Non mi spetta giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020".Il palazzo dei Congressi, a Roma, contiene 3mila persone, sedute nelle poltrone, in piedi nei corridoi e in fondo alla sala. Tante ce ne sono, perché quella di domenica sera, dal titolo 'Roma torna capitale', è la prova generale in cui Salvini sente il battito della Lega che punta al Campidoglio. Salvini non nasconde che l'obiettivo è quello: "Io qualche nome ce l'ho", assicura. Ma non lo dice, anzi, sottolinea che "l'importante è che sia in gamba", non serve la tessera di partito. Un leit motiv che poi utilizza in chiave nazionale, parlando di centrodestra: "Se si votasse domani mattina, il centrodestra sarebbe la prima forza, è una enorme responsabilità", dice ancora, chiedendo di allargare il campo alla società civile, a nomi nuovi.

 

 

 


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