05 aprile 2020

Vittorio Veneto

"Salviamo il ghetto ebraico"

In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica un concerto per il ghetto

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Lydia Cevidalli e il duo Stellerranti

VITTORIO VENETO - In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, promossa in Italia dall’Ucei, la violinista milanese Lydia Cevidalli e il duo Stellerranti sostengono la candidatura dell’ex Ghetto ebraico di Vittorio Veneto nel censimento in corso dei “Luoghi del Cuore” del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano. Lo fanno proponendo al pubblico Un solo popolo, tante lingue: un originale spettacolo di canti – tra cui tanghi inni partigiani, filastrocche – in programma domenica 18 settembre al Museo della Battaglia, alle ore 18.

 

L’evento nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica al più ampio progetto di recupero dell’ex Ghetto, che è un’importante testimonianza della presenza ebraica in Veneto, ma anche un luogo simbolo per la musica: vi è infatti nato Lorenzo Da Ponte, celebre librettista di Mozart. Per votarlo nel censimento “I luoghi del cuore” del Fai basta un click.

 

"Con un restauro mirato, l’antico borgo potrebbe diventare una risorsa straordinaria per la città – commenta Cevidalli – e trasformarsi in un ricco contenitore culturale, con un museo, un ristorante e una scuola di cucina kasher, un centro di ricerca enologica e un centro studi musicali che si potrebbe intitolare al musicologo Alberto Gentili”.

 

Quanto mai ricco il programma musicale della serata, che spazia dall’inno partigiano del ghetto di Vilna alle filastrocche, come Il capretto, ovvero il canto tradizionale reso celebre nella versione di Angelo Branduardi intitolata Alla fiera dell’Est. E ancora: tanghi scritti nei campi di prigionia, un’habanera composta da Kurt Weill, il Dona Dona reso celebre in inglese da Joan Baez, le melodie dei musicisti erranti dell’Europa orientale, l’Adio Kerida della comunità di Sarajevo a cui Giuseppe Verdi si ispirò per l’aria Addio del passato della Traviata, o ancora Tumbalalika, suggestiva colonna sonora del film di Roberto Faenza Prendimi l'anima. Il risultato è un trascinante viaggio musicale alla scoperta dell’identità, delle tradizioni yiddish e delle tante lingue che nei secoli hanno accompagnato la vita del popolo ebraico.

 

L'ingresso alla serata è libero, è necessario prenotare c/o IAT tel. 0438 57243.

 

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