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14 agosto 2022

Castelfranco

Salvata l’Oasi di San Daniele, il diacono Martino contro la telefonia e la viticoltura chimica

Sono i temi toccati nell’omelia della messa celebrata all’Oasi di San Daniele per celebrare lo scampato pericolo di una discarica in questo paradiso terrestre

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Salvata l’Oasi di San Daniele, il diacono Martino contro la telefonia e la viticoltura chimica

SAN ZENONE DEGLI EZZELINI - “Grazie al Signore per aver allontanato da questi luoghi ameni lo spettro della realizzazione di una discarica di veleni industriali”: questo uno dei passaggi salienti dell’omelia del diacono Bruno Martino, celebre per il suo impegno a tutela dell’ambiente. Un tributo quindi all’Oasi di San Daniele salvata grazie a parroci e Comune ma anche un monito alle antenne delle telefonia che ha fatto pensare alle istallazioni sul Grappa e alla “viticoltura chimica” in Pedemontana.

L’omelia del diacono Bruno Martino ha quindi toccato tempi di grande attualità, durante la messa di ringraziamento che si celebra ogni anno da quanto l’oasi è stata salvata dall’ipotesi di una discarica. “… siamo sempre più inquinati e minati nella salute dall’inquinamento atmosferico, acustico, idrico, del suolo, dall’inquinamento elettromagnetico – ha poi detto il diacono -. Da qui anche la variazione climatica in corso e tutto il resto che non elenco, dalla desertificazione, alla distruzione delle foreste, al dissesto idrogeologico”.

“L’inquinamento elettromagnetico è oggi il meno conosciuto ma forse il più subdolo ed in veloce ascesa e dobbiamo conoscerlo e temerlo, considerando che l'evoluzione continua della tecnologia, l'espansione degli impianti per le telecomunicazioni e quelli elettrici, lo provocano sempre di più. Seppur invisibile, esso è pericoloso per la salute dell'uomo e confonde anche tante forme di vita, specie quella degli insetti utili alla fecondazione delle specie vegetali, che muoiono, come le api, disorientate dalla presenza di queste onde e che già muoiono a causa dei veleni usati in agricoltura”.

“L'uso sconsiderato di radio e televisione, ma soprattutto dei telefoni cellulari, fa sì che gran parte del territorio, delle nostre case, dei nostri colli e campi, sia "circondato" da campi elettromagnetici ad alta frequenza, viste le onde utilizzate per il giusto funzionamento di questi apparecchi e dai relativi ripetitori e ciò può essere altamente dannoso anche per la salute dell’uomo. Occorre trovare una giusta misura nell’uso di questi apparecchi evitandone ad ogni costo l’abuso. Per tutto questo e per l’egoismo dei ricchi e dei potenti, ripeto ancora una volta che il grido della Terra è anche il grido dell’uomo, ma è un grido che pochi vogliono ascoltare”.

Il diacono Martino ha quindi concluso: “Questa affermazione riguarda tutti noi e specie l’uomo più povero poiché la logica che devasta, preda, inquina, sfrutta le risorse naturali è la stessa che sfrutta le classi e assoggetta i popoli agli interessi di pochi… I problemi dell’ambiente bisogna porli senza più titubanze, ovunque, al primo punto di ogni ordine del giorno a partire, e urgentemente nella nostra Pedemontana, da quelli legati all’acqua, alla ricchezza e all’incommensurabile importanza della sua presenza ed al suo inquinamento, anche a causa dell’agricoltura e della viticoltura chimica della pedemontana, ma non solo, cercando di porre immediato rimedio”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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