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06 ottobre 2022

Treviso

Saluto romano in cimitero: la Polizia ha denunciato quattro persone

L'episodio era accaduto domenica scorsa in cimitero a Miane

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il cimitero di Miane

MIANE - Saluto rimano in cimitero, denunciati in quattro persone.

Nella mattinata di domenica 14 febbraio 2021, presso il cimitero comunale di Miane si è tenuta la cerimonia per l’intitolazione di una lapide in memoria delle vittime infoibate al Bus della Spinocia, sito in località Combai di Miane.

L’evento ha richiamato la partecipazione di oltre un centinaio di persone, principalmente aderenti alle federazioni del “Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci - R.S.I. Continuità Ideale" di Treviso, Vicenza, Padova e Belluno, all'Associazione Nazionale Famiglie dei Caduti e Dispersi della Repubblica Sociale, a rappresentanze dei movimenti locali della destra radicale, quali Casapound e Veneto Fronte Skinheads.

Per l’occasione sono stati predisposti mirati servizi di osservazione e vigilanza, anche al fine di prevenire eventuali azioni apologetiche del fascismo.

Prima della cerimonia, molti dei partecipanti appartenenti alle associazioni sopra menzionate si sono radunati all’esterno del cimitero e, disponendosi in formazione “militare” con l’esibizione di labari e bandiere riconducibili alla Repubblica Sociale Italiana, hanno raggiunto inquadrati l’area cimiteriale dedicata, sostando davanti alla lapide da scoprire.

Al termine della commemorazione, uno degli organizzatori si è rivolto ai convenuti con la formula della “CHIAMATA AL PRESENTE”, alla quale molti manifestanti hanno risposto per tre volte consecutive con il “PRESENTE’, seguito dall’usuale gestualità del braccio destro teso riconducibile al “saluto romano”.

Con riferimento all’iniziativa in questione, nella giornata di ieri, al termine dell’attività d’indagine condotta dalla DIGOS della Questura di Treviso, in collaborazione con il locale Gabinetto di Polizia Scientifica, sono stati deferiti alla locale Procura della Repubblica, per il reato di cui all’art. 2 D.L. 122/93, convertito in Legge nr. 205/93, quattro soggetti, già noti all'ufficio investigativo, per la loro appartenenza a movimenti dell’estrema destra locale.

I quali, in concorso con altri manifestanti in corso di identificazione, hanno effettuato il cosiddetto “saluto romano”, rendendosi responsabili di una condotta qualificabile quale manifestazione esteriore evocativa del disciolto partito fascista.
 

 



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