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30 giugno 2022

Esteri

Salah interrogato a Bruxelles: "Volevo farmi esplodere, ma ho cambiato idea"

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Salah interrogato a Bruxelles:

Salah Abdeslam "voleva farsi esplodere allo Stade de France, ma ha poi fatto marcia indietro". Lo ha detto questa sera il procuratore di Parigi, Francois Molins, riferendo degli interrogatori a cui Abdeslam, il 26enne accusato degli attentati di Parigi che è stato arrestato venerdì a Bruxelles, è stato sottoposto oggi a Bruxelles. "Queste prima dichiarazioni che bisogna prendere con precauzione lasciano in sospeso tutta una serie d'interrogativi sui quali Salah Abdeslam dovrà spiegarsi - ha detto Molins - in particolare rispetto alla sua presenza nel 18esimo arrondissement la sera del 13 novembre".

L'interrogatorio in Belgio - "Salah Abdeslam ha spiegato al giudice perché non si è fatto esplodere a Parigi" ha detto il suo avvocato, spiegando che il suo assistito intende "collaborare con la giustizia". Il giudice, che ha interrogato Abdeslam, é stato "umano in circostanze difficili" e non si è fatto "influenzare, sia dalla procura federale che dalla pressione che mette la Francia su questo dossier". A un certo punto, aggiunge l'avvocato, " bisogna smetterla di inginocchiarsi, di vivere con questo sentimento di colpa che sembriamo avere in Belgio verso la Francia, dopo gli attentati". Salah, ferito leggermente alla gamba durante la sua cattura, è stato rinchiuso nel carcere di Bruges.

L'incriminazione - Salah Abdeslam è stato formalmente accusato di "omicidi terroristi e partecipazione alle attività di un gruppo terrorista" ha annunciato la procura federale belga. Gli stessi capi d'accusa vengono contestati anche al "sedicente Monir Ahmed Alaaj alias Amine Choukri", arrestato venerdì assieme ad Abdeslam. Amid Aberkan, l'uomo che nascondeva Abdeslam e Choukri a casa sua a Molenbeek, è stato incriminato per "partecipazione alle attività di un gruppo terrorista e favoreggiamento di ricercati". Tutti e tre rimangono in stato di detenzione. Una donna della famiglia Aberkan, Djemila M., è stata anche lei accusata di partecipazione alle attività di un gruppo terrorista e favoreggiamento di ricercati", ma non è stata privata delle libertà. Una seconda donna, Sihane A., non è stata incriminata ed è stata scarcerata.

L'estradizione - Ci vorranno due o tre mesi per la consegna alla Francia di Salah Abdeslam. A dirlo il ministro francese della Giustizia, Jean-Jacques Urvoas, citato dal sito di Le Figaro. La decisione di consegnare Abdeslam alla Francia avverrà "nello spazio di 60 giorni a partire dal suo arresto", o di 90 giorni in caso di ricorso, ha detto il ministro. Nei suoi confronti, ha spiegato ancora, è stato emesso un mandato di arresto europeo che comporta "una procedura più semplice ed efficace dell'estradizione, perché impone tempi più brevi". Assistito dall'avvocato Sven Mary, Abdeslam si oppone al trasferimento in Francia che, ha detto il legale, "potrebbe essere sospesa in attesa degli sviluppi dell'inchiesta in Belgio".

I complici - Salah si sarebbe recato in Germania lo scorso ottobre per recuperare tre potenziali complici in un centro di rifugiati. Lo afferma la rete televisiva regionale tedesca SWR, rilanciata dal sito belga La Derniere Heure. Secondo Swr, che cita "risultati d'inchieste di polizia", Abdeslam ha affittato un'auto a Bruxelles per recarsi nella città meridionale tedesca di Ulm la notte fra il 2 e il 3 ottobre. La sua presenza a Ulm il 3 ottobre era già nota: la polizia locale lo aveva controllato quel giorno in città assieme ad Amine Choukri, il complice arrestato ieri con lui a Molenbeek. Si apprende ora che l'auto di Abdeslam è rimasta ferma davanti a un centro per rifugiati, dove si trovavano molti siriani.

I familiari - L'arresto, dopo quattro mesi di caccia all'uomo, è stato accolto con "sollievo" anche dalla famiglia di Salah Abdeslam. A farsi portavoce del sentimento dei parenti è stata l'avvocato di Mohammed Abdeslam, uno dei fratelli di Salah (l'altro, Ibrahim, si era fatto saltare in aria davanti al Caffè Voltaire della capitale francese), che nei giorni immediatamente successivi agli attacchi di Parigi era stato arrestato e rilasciato e aveva poi rivolto un appello perché si consegnasse.

 



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