30 maggio 2020

Conegliano

Sacha Modolo ne è convinto: "Il 2019 sarà l'anno della mia rivincita"

| Alberta Bellussi | commenti |

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Sacha Modolo ne è convinto:

“Il 2019 sarà l’anno della mia rivincita”. Lo dice Sacha Modolo, ciclista professionista originario di Vazzola, corre, da due anni, per la squadra americana il Team EF Education First-Drapac. Le sue doti da velocista tenace e pieno di grinta emersero, già in quelle prime gare del 2010, anno che passò al professionismo, ottenendo ottimi risultati, in particolare, un entusiasmate quarto posto in volata alla Milano-Sanremo, molto ambita dai ciclisti italiani.

 

Sacha quale sarà la tua gara di debutto?

“Comincerò il 7 febbraio con l’'Étoile de Bessèges, una breve corsa con 4 tappe su strada che si svolge annualmente sud della Francia”.

 

Quali sono gli obiettivi che hai in questa nuova stagione e quali le gare più importanti?

“Nel 2019 vorrei vincere di più perché lo scorso anno la fine stagione è stata un po' deludente, mi allenavo un sacco ma non riuscivo ad avere risultati, anche se fino al Giro d’Italia, ero sempre stato competitivo. Il mio primo obiettivo,ora, è di puntare a vincere e a fare bene in tutte le corse che affronterò. Il programma è un po’ lo stesso dello scorso anno; farò Abu Dhabi a fine febbraio e poi la Tirreno-Adriatico, la Milano-Sanremo, le classiche del Nord, Belgio, le Fiandre e poi il Giro d’Italia.

 

Al Giro d’Italia hai qualche obiettivo di tappa?

“In realtà non guardo le tappe anche se so che ci sono 9 tappe per velocisti. Voglio correre bene; tornare a vincere delle tappe al Giro che per me sarebbe davvero un grande obiettivo raggiunto”.

 

C’è una gara che sogni di vincere?

“Il mio chiodo fisso rimane la Milano-Sanremo proprio perché arrivai quarto nel mio primo anno da professionista e spesso me lo sento ripetere la puoi vincere però il ciclismo non è matematica ma ce la metterò tutta. Quest’anno mi sono allenato bene e penso di avere un’ottima forma fisica. Questa gara l’ho sempre finita nel primo gruppo ma è così una corsa strana che anche se vai forte non è detto che la vinci perché entrano in gioco molte varianti a differenza delle Fiandre che se vai forte arrivi davanti”.

 

Quali sono le gare della tua carriera che ti hanno dato più soddisfazione e se hai dei rimpianti?

“Sicuramente ricordo con grande orgoglio la vittoria alle due tappe del Giro d’Italia nel 2015. La tredicesima tappa, da Montecchio Maggiore a Jesolo, davanti a Giacomo Nizzolo ed Elia Viviani. La vittoria di questa tappa in Veneto davanti ai miei amici e ai miei tifosi è stata davvero molto emozionate. E poi cinque giorni dopo ho vinto, in volata, la diciassettesima tappa (da Tirano a Lugano) davanti a Nizzolo e a Luka Mezgec. Concludendo al terzo posto nella classifica a punti. Sono stati davvero momenti indimenticabili. Poi, sicuramente, il 6 posto al Giro delle Fiandre, nel 2017, che mi ha aperto più porte verso altre squadre e da lì ho firmato con la squadra americana EF”.

 

Quando ti scade il contratto con EF?

“Quest’anno sono in scadenza, ma sto bene in questa squadra mi sono ambientato e ho trovato una bella armonia con i ragazzi e con il team della squadra, spero di poter continuare ancora con loro”.

 

Quale è la frase, il karma che vorresti caratterizzasse questo 2019?

Sicuramente la rivincita. Vorrei tornare il Sacha Modolo che era una volta e per questo sto facendo davvero un’ottima preparazione. Ho cambiato un po' di cose nell’approccio a questa nuova stagione ciclistica e sono sicuro di aver fatto le scelte giuste per potere avere l’energia giusta per poter rendere al meglio .

 



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