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19 luglio 2024

Nord-Est

Sàfilo, sciopero contro la chiusura dell'impianto

Circa 2.000 partecipanti, agitazioni anche in altre due filiali

| Ansa |

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Sàfilo, sciopero contro la chiusura dell'impianto

LONGARONE (BELLUNO) - E' in corso da questa mattina, a Longarone (Belluno) una manifestazione con sciopero di otto ore dei lavoratori di Sàfilo indetta dalle organizzazioni sindacali dopo l'annuncio dell'intenzione da parte dell'azienda, il 26 gennaio scorso, di dismettere la produzione nello stabilimento bellunese in cui operano 472 dipendenti. Secondo fonti della questura i partecipanti sarebbero circa duemila. Le agitazioni sono estese anche alla sede centrale di Padova e all'impianto di Santa Maria di Sala (Venezia). Per il prossimo 22 febbraio è intanto convocato nella sede della Regione Veneto, a Venezia, il tavolo tecnico per un primo confronto in cui l'azienda sarà chiamata a rappresentare la situazione e prospettare uno studio sulle possibili soluzioni. Fra queste, secondo quanto si apprende, vi sarebbe un'ipotesi di cessione dello stabilimento a società dell'occhialeria che operano nell'area, procedura di cui si stanno occupando advisor nominati dalla stessa Sàfilo. Indiscrezioni provenienti da fonti qualificate locali riferiscono di contatti su tale ipotesi con Thèlios, operatore controllato da Lvmh con stabilimento di produzione a poche centinaia di metri dalla sede di Sàfilo, circostanza che la casa francese non ha finora smentito. Sàfilo era già stata interessata da una forte riduzione del personale, corrispondente a 400 unità su quasi 900 addetti, in seguito al piano di ristrutturazione presentato nel 2019 e che si era conclusa lo scorso marzo attraverso incentivi all'esodo volontario. Tra i partecipanti alla manifestazioni di oggi c'era anche la vicesegretaria regionale del Pd del Veneto, Monica Lotto, la quale ha giudicato "tiepida" la risposta istituzionale registrata fino ad oggi sulla crisi dell'azienda.

IL SINDACO

"La Safilo non può e non deve chiudere. L'unione tra enti locali, sindaci, diocesi, sindacati e lavoratori sarà lo strumento con cui porteremo avanti una battaglia congiunta per salvare lo stabilimento di Longarone, che non è solo rappresentativo di un marchio storico, ma anche la 'casa' di professionalità e know-how da tutelare". Lo ha detto il sindaco di Longarone e presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, intervenendo alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la chiusura della Safilo. Alla manifestazione, appoggiata dal Comitato di sorveglianza socio-istituzionale nato una settimana fa per monitorare da vicino la crisi Safilo insieme all'Unità di crisi della Regione Veneto, hanno partecipato diversi sindaci bellunesi e anche il vescovo di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni. "Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori - ha aggiunto Padrin - per ribadire un no compatto alla chiusura dello stabilimento. Safilo ha una responsabilità sociale su questo territorio e deve rendersene conto. La mobilitazione di oggi è un segnale chiaro di cosa il territorio chiede a Safilo, dopo aver contribuito ai successi dell'azienda. Porterò una rappresentanza di lavoratori a Sanremo, dove come Provincia, con la collaborazione della Regione Veneto e della Camera di Commercio Belluno-Treviso, abbiamo uno spazio all'interno del Palafiori, per promuovere le nostre eccellenze. Perché le nostre eccellenze - ha concluso - sono anche i lavoratori ed è giusto che facciano sentire la loro voce".

 


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