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03 dicembre 2021

Mogliano

RONDE ANTI PROSTITUTE E ASSICURAZIONE PER CHI SUBISCE FURTI

Sergio Marton, da un mese sindaco di Preganziol, ci illustra le sue priorità

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Preganziol - Facile giudicare senza sapere. Facile crearsi delle idee sbagliate. L’informazione è nata per questo: illustrare fatti, illustrare idee. Sergio Marton, architetto nonché primo cittadino di Preganziol, a circa un mese dalle ultime elezioni amministrative (6-7 giugno 2009), ci aiuta a comprendere lo status amministrativo della città compatibilmente alle sue ideologie governative.

Da quanto si occupa attivamente di politica?
Esattamente da 10 anni.

Quali ruoli amministrativi ha ricoperto durante la sua vita politica?
Assessore all’urbanistica per il comune di Treviso e ora Sindaco di Preganziol.

Cosa l’ha spinta a candidarsi come primo cittadino di Preganziol?
Io sono nato qui, vivo qui e conosco benissimo il territorio. Inoltre molti miei concittadini mi hanno chiesto di prendermi questo impegno per il loro futuro.

Dopo un decennio dominato dal centro-sinistra, i preganziolesi hanno scelto questa volta di affidarsi al centro-destra. Cosa ne pensa?
Questo è il giudizio della gran parte dei cittadini che non è risultata soddisfatta durante le amministrazioni passate. Hanno optato per altre scelte ritenute affidabili.

Considerando la sua attuale conoscenza dello status economico-amministrativo della città. Come giudica l’eredità ricevuta dal governo Zanata?
Mi aspettavo indubbiamente un’eredità diversa sotto il profilo dei conti. In parole povere  più in regola. E’ la mia maggiore preoccupazione. In particolare mi riferisco al rispetto del  “ Patto si stabilità”. Indipendentemente dal giudizio di validità della stessa, deve essere rispettata. E i conti in proiezione mi infondono preoccupazione.

Palese il risparmio di 1000 € mensili per le spese amministrative a Preganziol. E’ stata una sua scelta mantenere esclusivamente l’indennità da assessore e rinunciare a quella da sindaco o è un obbligo legale?
La legge impone per chiunque, nel campo, di percepire esclusivamente uno dei due stipendi. E umanamente si opta per quello maggiore. In rapporto causale comunque riusciremo ad avere delle cariche in più e a governare meglio, garantendo inoltre un considerevole risparmio mensile alla città.

Alcuni punti importanti del  suo programma politico: convenzioni per una vigilanza privata in merito all’argomento prostituzione; polizza assicurativa in favore di cittadini vittime di furti e rapine.
Ciascuno da considerarsi compatibilmente con i fondi del Comune. Cercheremo di creare rapporti istituzionali con le forze dell’ordine e se fosse possibile con un corpo di vigilanza privato. Non si sa quanto basti, ma faremo tutto il possibile per creare dei deterrenti. Contatteremo inoltre delle assicurazioni che andranno incontro al danno subito. Si tratta di una normale polizza assicurativa. Il comune comunque dovrebbe porre degli incentivi e si fa garante di eventuali danni subiti dai cittadini.

Il simbolo che l’ha accompagnata durante queste ultime amministrative illustra Lega Nord e PDL dopo la coalizione del 2008. Accetta tutte le ideologie leghiste?
Nella Lega c’è un pensiero comune: il benessere e la tutela dei cittadini. Da circa vent’anni la Lega continua a lanciare segnali di allarme contro la delinquenza sul territorio. E inoltre è chiaro considerare sacri i principi del federalismo. Oggi ne parlano tutti i partiti.

Questi principi dettati dal federalismo non pensa che andranno a favore delle regioni del nord lasciando indietro quelle del sud?
Io non credo che lasceranno indietro le regioni del sud, e in ogni caso è l’unica via d’uscita in Italia. Così non si può andare avanti.

La lega è famosa anche per i suoi tentativi di ostacolare l’integralismo islamico. E’ d’accordo?
Non è assolutamente questione di intolleranza. Parlo da cittadino ora e non da sindaco. I cittadini devono essere garantiti nei confronti di chi entra in Italia. E’ lecito sapere chi abita accanto alla tua porta. La storia di questi 20 anni ci insegna che alcune moschee avevano dei problemi, determinati gruppi cercavano di creare dei problemi. Chi viene in Italia per lavorare, vivere al meglio e assicurarsi un futuro deve godere sempre del massimo rispetto.

Come si esprime nei riguardi dell’idea leghista di scissione dei paesi chiamati “della Padania”?
La scissione della Padania era solo uno slogan. Si sa che è una strada impraticabile. Uno slogano urlato troppo alto per ottenere qualcosa di molto più basso. E’ chiaro comunque che, come in tutti i partiti, c’è chi è molto tranquillo e chi si pone in maniera decisamente più folcloristica.

Come giudica l’idea di un partito unico per la destra?
Considero migliore la situazione attuale. La lega ha un’entità territoriale ben marcata e così facendo perderebbe di credibilità. Inoltre l’elettore vuole il suo simbolo ed è giusto che lo abbia.

In conclusione, quali obiettivi pensa di poter raggiungere durante il suo mandato?
Tutto passa per i bilanci e i fondi a disposizione. Un elemento significativo è sicuramente il decoro urbano. In base all’eredità che ho raccolto la considero una condizione relativamente trascurata. Un po’ di pulizia la stiamo facendo. Si parte dalle piccole cose per migliorare il territorio.


Simone Santarelli

 

Nella foto: Sergio Marton (Foto Jurgen Panajotti)

 


| modificato il:

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