29 luglio 2021

Mogliano

A Roncade un nuovo polo Amazon: "Delle 1.400 assunzioni resteranno 430 posti di lavoro fissi"

Lo studio di Ebicom: "lo scenario occupazionale che si prospetta evidenzia un lavoro in gran parte dequalificato, giovane e con scarse prospettive"

| Isabella Loschi |

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Amazon roncade

TREVISO - Un nuovo centro di distribuzione Amazon sbarca nella Marca e troverà posto, a partire dal prossimo autunno, in 60mila metri quadrati a Roncade. Ma quale impatto avrà il polo sul territorio? Ha provato oggi a rispondere l’Ebicom, l’Ente bilaterale per il commercio (Ebicom) di Treviso, sulla base dei dati delle agenzie per il lavoro delle varie regioni in cui la multinazionale ha finora stabilito impianti simili.

I dati sono stati presentati oggi a Cà dei Carraresi. La ricerca è una proiezione sulla base dell'occupazione reale prodotta nei centri Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza), Passo Corese (Rieti), Vercelli, Vigonza (Padova), Verona , Torrazza Piemonte (Torino), Castelguglielmo - San Bellino (Rovigo), simili a Roncade per tipologia di insediamento, dimensioni o caratteristiche territoriali.

“In base a quanto visto in questi siti - spiega Alessandro Minello coordinatore scientifico di EbicomLab - dei dei 1.400 posti di lavoro annunciati da Amazon per il polo di Roncade nei prossimi tre anni, si stima che 976 di questi (il 69,7%) sia destinato a cessare, con un saldo netto di 424 posti di lavoro fissi”. In base a quanto accaduto negli altri setti siti già attivi, infatti, solo il 30% circa delle assunzioni diventa poi un vero posto di lavoro. “Il 75,5% dei contratti attivati è a tempo determinato e varia da qualche settimana a massimo qualche mese. Dei lavoratori assunti solo il 18% dei contratti totali è a tempo indeterminato. Lo stipendio netto varierà tra gli 800 e i 1.200 euro, per un costo lordo complessivo che supererà di poco i 1.600 euro”.

Analizzando i soggetti che lavorano all’intero dei centri di distribuzione è emerso che ben la metà degli impiegati ha meno di 30 anni e per il 75% è composta da maschi, con quasi l’80% di italiani contro il 22% di lavoratori stranieri. Le professioni classificate come qualificate, in prevalenza tecnici informatici, sono il 19,2% del totale, le non qualificate il 37,3%. Per quanto riguarda la provenienza territoriale dei dipendenti, si ipotizza che circa 32 futuri lavoratori potrebbero arrivare direttamente dal comune di Roncade, 22 dai comuni contermini, 200 dai comuni della provincia di Treviso e il resto da fuori provincia e fuori regione.

“Nell’insieme - ha commentato Alessandro Minello - dal confronto con gli altri casi nazionali, ci aspettiamo che Roncade si collochi nella media, ma con una qualità occupazionale inferiore alle aspettative. Lo “spiazzamento”, inteso come calcolo di quanti altri posti di lavoro potrà far perdere Roncade nel tessuto imprenditoriale circostante, se ci sarà lo potremo vedere solo tra qualche tempo, ma quello che è certo è che lo scenario occupazionale che si prospetta evidenzia un lavoro in gran parte dequalificato, prevalentemente maschile, molto ripetitivo, giovane e tuttavia con scarse prospettive di carriera e che diventa precariato nel momento in cui la trasformazione dei contratti flessibili in contratti a tempo indeterminato è quasi nulla. Inoltre, l’impatto sull’occupazione locale previsto è molto basso, nella media non supera il 15-20% della forza lavoro, con una percentuale importante di occupati da fuori provincia e regione.”

"Rispetto a tutto questo non siamo nè rassegnati, nè indignati, nè indifferenti - hanno aggiunto i vertici di Ebicom- ma siamo senz'altro invischiati. L'auspicio è che, come accaduto altrove, una negoziazione dei comuni con la Regione in testa, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria con Amazon possa portare ad una gestione virtuosa con ricadute positive sui territori e con il minore impatto su ambiente e viabilità".

Lo studio ha valutato anche altri macro-impatti, come quello territoriale, istituzionale e intersettoriale, altrettanto importanti per avere un quadro complessivo di ciò che possono generare i nuovi colossi della logistica. Da sottolineare come l’incidentalità è praticamente nulla e il traffico veicolare dei dipendenti, nella norma, non costituisce un ostacolo.

Oltre a Roncade nella Marca, sorgeranno anche centri di distribuzione Amazon a Treviso, nell’area ex Scardellato in zona Le Stiore, di circa 5.000 metri quadri, e a Riese Pio X di 4.500, a cui si aggiungono il grande polo logistico di Casale sul Sile e Montello Hill, a Montebelluna, vicino al casello della Pedemontana.

 


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Isabella Loschi

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