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03 ottobre 2022

Vittorio Veneto

Rocchetta si tira fuori: "Non ne sapevo niente"

Inchiesta secessionisti: il fondatore della Liga si dichiara innocente

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Rocchetta si tira fuori:

COLLE UMBERTO - Ha spiegato la "sua innocenza" e il "suo pacifismo" Franco Rocchetta (in foto), il fondatore della Liga Veneta, ex deputato, di Colle Umberto, tratto in arresto nell'inchiesta sui presunti 'secessionisti' veneti e bresciani. Rocchetta ha risposto ai giudici che l'hanno sentito per rogatoria a Treviso. Lo ha riferito il legale della difesa, l'avvocato padovano Fabio Pinelli.

 

"Ripudio l'etica della violenza quale strumento di autodeterminazione dei popoli, ogni volta che c'è stato l'uso della violenza gli effetti sono stati decisamente controproducenti perché la violenza semina dolore, rancori, vendette, disequilibri sociali". Ha esordito Rocchetta, interrogato ieri mattina, sabato, a Treviso.

Rocchetta sta bene come può stare bene chi è a posto con la propria coscienza

Rocchetta, a detta dell'avvocato Fabio Pinelli, a cui è stata affidata la difesa assieme all'avvocato Sergio Dal Pra, "sta bene come può stare bene chi è a posto con la propria coscienza, è sereno, per quanto lo possa essere in uno stato detentivo che è quanto di più grave e violento possa fare uno Stato nei confronti di una persona che non è giudicata".

 

In merito al presunto 'tanko' Rocchetta ha spiegato di averlo visto in due occasioni a ottobre 2012 e giugno 2013. "Mi sembrava che potesse avere al massimo un utilizzo di tipo simbolico" ha spiegato, precisando che sul mezzo non c'era nessun cannoncino installato né sapeva che sarebbe stato installato. Gli avvocati della difesa hanno già presentato istanza di riesame e chiederanno la revoca della custodia cautelare in carcere.

Non ho mai visto armi di nessun tipo, in nessun luogo e non ne ho mai sentito parlare

"Non ho mai visto armi di nessun tipo - ha poi precisato rispondendo alla domande del gip e del pm - in nessun luogo e non ne ho mai sentito parlare. Avevo contatti di conoscenza con alcune delle persone coinvolte, non con tutte. Con Faccia di sicuro che conosco da 30 anni e con Contin. Chiavegato non lo conoscevo neppure molto bene. E in ogni caso tutte queste persone le ho sempre contattate nell'ambito di rapporti di carattere culturale. La mia vita è fatta di incontri in giro per tutta Italia per parlare di Veneto".

 

Rocchetta avrebbe escluso di aver mai avuto rapporti con i bresciani, e spiegato di non aver mai compiuto alcuna attività di finanziamento e si è comunque messo a disposizione per qualsiasi interrogatorio o precisazione. "Rocchetta non era nemmeno a conoscenza dell'esistenza della cosiddetta Alleanza - ha continuato l'avvocato Pinelli - dal punto di vista tecnico, giuridico penalistico questo reato è inesistente, anche iniziando dai fondamenti delle norme penali anti terrorismo".

 


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