27 novembre 2020

Treviso

Ristoratori in piazza domani pomeriggio a Treviso contro le chiusure anticipate

Stefano Zanotto, titolare della storica Osteria Arman: "Tanti ristoratori attendono la fine dell'anno per decidere se chiudere"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Ristoratori in piazza domani pomeriggio a Treviso contro le chiusure anticipate

TREVISO - Appena firmato in tarda mattinata, ma non ancora comunicato alla Nazione, che già “Treviso Imprese unite”, sigla che riunisce una buona parte di commercianti della città, aveva diramato l’invito per domani alle 18.00 a una manifestazione davanti alla Prefettura di Treviso. Una protesta contro il Governo: “Con le restrizioni appena presentate la maggior parte delle aziende vedranno praticamente azzerato il loro fatturato, con l’aggravante di avere il peso della sicura perdita solo sulle loro spalle; non essendoci un lockdown ufficiale, gli aiuti (già miseri nei primi mesi della serrata) saranno sicuramente inconsistenti”.

Federico Capraro e Dania Sartorato, presidenti di Ascom e Fipe parlano di prezzo altissimo e sacrificio che rischia di far chiudere migliaia di imprese: “Siamo di fronte ad uno stop&go privo di senso che mette in ginocchio ancora una volta uno dei settori trainanti del terziario, migliaia di lavoratori e famiglie e crea disuguaglianze sociali. Non ci accontentiamo delle promesse: vogliamo subito indennizzi sicuri, immediati e proporzionati alle perdite. Subito un piano di ripartenza che metta si al centro la salute pubblica, ma anche l’impresa”.

Daniele Spolaor, imprenditore nel ramo della ristorazione, martedì scorso era stato “profeta” a OggiTreviso, ma non se ne compiace: “Così è finita per noi. Se chiudiamo alle 18.00 non c’è nulla da fare: almeno alle 23.00. Sul solo asporto non riusciamo a reggerci. Aspettiamo un segnale da Zaia, mentre chiediamo perché sempre e solo noi di ristoranti e bar dobbiamo rimetterci, mentre gli altri settori possono continuare a svolgere le rispettive attività”. Giuste le proteste a Napoli – aggiunge Spolaor – “peccato sia sfociata in violenza perché non si deve mai reagire in questo modo.

Stefano Zanotto (nella foto con Neri Marcorè) è il titolare della “Osteria Arman”, uno dei più noti e prestigiosi locali a Treviso, in via Manzoni, dal 1872. Un giro importate di avventori, da sempre, soprattutto a pranzo. A marzo scorso, con la chiusura decretata alle 16.00, i 45-50 clienti sono bruscamente diminuiti a 12-15. “Ci sono colleghi nel settore della ristorazione ma anche dell’abbigliamento che attendono la fine dell’anno per decidere se chiudere o proseguire l’attività. Sinceramente confidavamo che le Regioni riuscissero a ottenere il prolungamento dell’orario di apertura sino alle 23.00. Noi già da tempo in ogni caso avevamo sospeso la mescita, in piedi e ai tavoli, alle 18.00, tranne che nel fine settimana. Speriamo vivamente che questo sia l’ultimo sacrificio che ci viene chiesto: se ci bruceranno anche la possibilità delle cene aziendali - che l’anno scorso erano iniziate già a fine novembre – la vedo davvero dura”-

 


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Roberto Grigoletto

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