21 aprile 2021

Treviso

I ristoratori: "Non possiamo reggere altre chiusure, dobbiamo lavorare per salvare il nostro futuro"

La Fipe Treviso: "Vanno rivisti anche gli affitti di bar e ristoranti, quelli pre Covid oggi sono troppo alti"

| Isabella Loschi |

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I ristoratori:

TREVISO - “Serve un cambio di passo sull’arrivo dei vaccini non solo per la nostra regione ma per tutto il Paese, come categoria non possiamo più permetterci chiusure, l’economia non regge più. Il nostro futuro lo salviamo solo con il lavoro”.

E’ precisa la posizione della ristorazione trevigiana che, dopo il nuovo Dpcm Draghi vede naufragare la richiesta, avanzata dalla categoria, di aprire la sera, almeno per un altro mese, Pasqua compresa. “Dopo un anno così le nostre imprese non reggono più.

Il pranzo è una compensazione, così come lo sarà la Pasqua con la possibilità di aprire solo a pranzo, ma non sono certo entrate che ci permettono di investire, di assumere, di cambiare o di lanciarsi in qualcosa di nuovo”, spiega Dania Sartorato titolare della trattoria Al Sile di Casier, che oggi festeggia i 25 anni di attività, e presidente provinciale della Fipe Confcommercio Treviso. “Abbiamo visto anche nell’ultimo fine settimana che tenere aperto solo a pranzo non aiuta neppure a gestire la clientela: tanta e tutta concentrata in poche ore e solo il sabato e la domenica. E’ controproducente”, dice Sartorato. “Per ora siamo riusciti a gestire le situazioni di affollamento, la clientela rispetta in larga parte le regola, ma con la bella stagione che avanza sarà sempre più difficile gestire l’affluenza numerosa in poche ore di apertura”.

L’altro tema caldo è quello degli affitti dei locali: “Come Federazione dei pubblici esercizi abbiamo chiesto di rivedere nel concreto anche l’importo dell’affitto di bar, osterie e ristoranti non di proprietà. I contratti di locazione commerciale pre Covid sono troppo alti oggi. E’ una spesa non indifferente soprattutto in questo ultimo anno di chiusure e poco lavoro. Solo alcuni proprietari sono andati incontro ai conduttori abbassando l’affitto, altri invece se ne solo lavati le mani”. Per la Fipe trevigiana andrebbe rivisto l’affitto in base al valore di mercato attuale.

Per baristi e ristoratori trevigiani questi sono giorni di apprensione in attesa di capire se la Regione Veneto passerà in fascia arancione, che per le attività di ristorazione significa chiusura totale, oppure potranno continuare a lavorare fino alle 18.

 


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