24 ottobre 2021

Treviso

Ristoranti chiusi, zero rifiuti: Veneto Imprese unite chiede di pagare il giusto

Lettera ai 49 sindaci del Priula, ad Ascom Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA e Contarina

| Roberto Grigoletto |

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Ristoranti chiusi, zero rifiuti: Veneto Imprese unite chiede di pagare il giusto

TREVISO - Veneto Impese unite, sempre più riferimento degli esercenti non soltanto della ristorazione e dei bar, non ci sta. La penalizzazione subita a causa delle chiusure forzate non può non essere tenuta in considerazione nel calcolo degli importi dovuti all’asporto dei rifiuti. Insomma la questione è tanto tanto semplice da risultate persino lampante: ristoranti chiusi, zero rifiuti.

L’approccio con Contarina, in prima battuta, non ha sortito gli effetti sperati. A detta di Giada Di Cosimo, che fa parte del direttivo Veneto Imprese unite, il direttore Rasera avrebbe demandato la responsabilità della decisione sulle tariffe da corrispondere e più in generale sui provvedimenti adottati per aiutare le aziende in questo periodo di restrizioni, ai sindaci del Bacino Priula e alle associazioni di categoria istituzionali.

Di qui la decisione di Veneto Imprese unite di prendere carta e penna e inviare una lettera ai 49 sindaci del consiglio di Bacino Priula, ad Ascom Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA e al dott. Rasera. Per suggerire provvedimenti da assumere subito, oltre che proposte di consistenti sconti per i mesi di minor lavoro obbligato dai vari decreti e dalle ordinanze regionali sia del 2020 che del 2021, con la possibilità di differire i pagamenti del 2020 senza l'applicazione di interessi di mora e sanzioni. “Questo anche considerando” - spiega Giada Di Cosimo - “che sono importi calcolati su un presunto consumo che non ha sempre tenuto conto delle limitazioni per il covid, ma si è basato sull'utilizzo del servizio fatto nel 2019”.

Nella lettera il presidente Andrea Penzo Aiello illustra nel dettaglio la proposta: “Prevedere ulteriori riduzioni, dato che oltre ai giorni di chiusura totale nel 2020 (gli unici conteggiati nel precedente provvedimento) si sono susseguiti dal 25 ottobre in poi altre limitazioni e chiusure per fascia oraria come ad esempio la chiusura dei pubblici esercizi alle 18.00, e chiusure forzate ad intermittenza anche nel 2021”. In aggiunta dovranno essere ridiscusse le scontistiche pattuite dalle associazioni di categoria “istituzionali” con il Consiglio di Bacino Priula, “questo perché a seguito di proclami della scorsa estate, i tagli sono poi effettivamente quantificabili con importi di 4 euro- 20 euro per le aziende con fatture di 800 euro - 1000 euro l’anno e di 150 euro - 200 euro per le aziende con fatture da 8000€-10000€ l’anno. Importi sicuramente insufficienti per compensare almeno due mesi di mancato utilizzo del servizio”.

Ma la richiesta di Veneto Imprese unite è anche quella di poter avere più voce in capitolo d’ora innanzi, partecipando direttamente al tavolo della discussione. “Riteniamo infatti inefficaci le misure prese sino a questo momento e pensiamo sia importante la partecipazione di un’associazione come la nostra nata per tutelare le esigenze reali del tessuto delle PMI e che ne riporta fedelmente le esigenze dal momento che sempre più spesso le associazioni “istituzionali” non rappresentano più in toto quella che il dott. Rasera definisce “sensibilità delle imprese trevigiane”.

 


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