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26 gennaio 2022

Treviso

Ripartire dai libri e dalla scrittura si può

L'esperienza dei giovani detenuti dell’istituto penale per minorenni di Treviso

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

progetto “aPIEDElibro”

TREVISO - Emozioni e sentimenti, attraverso i libri, la lettura e la scrittura, entrano nell’istituto penale per minorenni di Treviso. Si è concluso il progetto “aPIEDElibro” che ha coinvolto 18 detenuti con età compresa fra i 14 e i 25 anni. L’iniziativa, nell’ambito di “Ti Leggo - Le frontiere della lettura negli istituti penitenziari minorili” progetto della Fondazione Treccani Cultura, ha permesso a questi ragazzi di avvicinarsi alla lettura per affrontare sentimenti, emozioni e temi vicini al loro vissuto, aiutandoli a riscoprire la consapevolezza di sé, del proprio agire e della società in cui vivono.

 

Da dicembre a febbraio si sono svolti gli incontri. Le educatrici della cooperativa sociale Itaca hanno affrontato con i giovani detenuti temi come l’amore, l’amicizia e la scuola utilizzando i libri, le immagini, la lettura ad alta voce e la scrittura autobiografica e impiegando approcci diversi da quelli tradizionali per permettere ai partecipanti di sperimentare e di mettersi in gioco con generi letterari differenti. «Abbiamo scoperto che le parole e la narrazione della propria storia possono essere uno strumento molto efficace per conoscersi meglio, per incontrarsi, per scoprire cose di sé che mai si sarebbero immaginate» affermano le educatrici Mariagrazia Antoniazzi e Cecilia Zuppini coinvolte nel progetto.

 

«Non è semplice pensare alla struttura penale come un luogo di lettura – afferma Maria Catalano, coordinatrice dell’area pedagogica dell’Ipm di Treviso -, eppure i ragazzi, adeguatamente guidati, non solo hanno mostrato interesse verso tematiche che hanno suscitato riflessioni su vissuti vicini alle loro sensibilità, ma hanno anche espresso pensieri, recuperando una dimensione affettiva che, nel loro status di persone prive della libertà personale, è la prima ad essere depauperata a causa dei limitati contatti con persone affettivamente significative. Il progetto “aPIEDElibro” ha consentito a quei ragazzi che hanno vissuto in un contesto di marginalità emotiva sia di tirar fuori sentimenti che sembravano essere definitivamente compromessi, sia di trasformare il disagio psicologico, derivante dalla privazione della libertà e dall’essere esclusi dalla società, in pensieri positivi, anche attraverso il recupero della memoria tesa a ricostruire momenti della loro esistenza che altrimenti non sarebbero stati ricordati».

 

Il materiale prodotto nel corso del laboratorio è stato utilizzato dall’artista Mattia Campo Dall’Orto per dare forma ad un libro della serie "Perfect Strangers Library" che sarà diffuso a breve gratuitamente online, mentre a settembre sarà disponibile la pubblicazione “Oi io allo specchio, un manuale interattivo e il racconto dell’esperienza”, a cura di Bottega Errante Edizioni, contenente i testi integrali di tutti i partecipanti.

 



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Claudia Borsoi

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