26 ottobre 2021

Treviso

Ripartenza delle prestazioni ospedaliere: “Il personale non basta”

La Pd Cgil di Treviso: “Assunzioni in tempi brevi non solo per coprire i vuoti dei pensionamenti ma per rafforzare gli organici"

| Isabella Loschi |

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visite ospedaliere

TREVISO - Dopo mesi di batti becchi sulla mancanza di personale sanitario, l’Ulss2 ha finalmente sottolineato la necessità di procedere a nuove assunzioni, anche in vista della ripresa delle prestazioni ospedaliere.

Assunzioni che, secondo la Fp Cgil di Treviso,dovranno realizzarsi in tempi brevi e che non possono correggere esclusivamente i vuoti derivanti dai pensionamenti degli ultimi anni ma che devono avere l’obiettivo di rafforzare l’organico”. “I nodi da un anno a questa parte sono mano a mano venuti al pettine, rilevando le criticità di un sistema ancora troppo ospedalecentrico e che ha disinvestito in termini di organici, bensì ha allocato risorse esclusivamente sulle infrastrutture e via via spostato l’offerta di prestazioni sul privato. E così oggi il sistema fatica, quando addirittura non riesce, a garantire nemmeno quanto previsto dalla normativa e dai LEA, con il personale che nel contempo impiegato ancora a operare per la cura e il contenimento del virus, sarà chiamato a far ripartire le attività ambulatoriali, le visite e gli esami non urgenti”, le parole di Sara Tommasin della Fp Cgil di Treviso.

“Una mole di prestazioni da recuperare dunque senza un organico sufficiente a farvi fronte, in particolare proprio in quei reparti già segnati da carenze come l’ortopedia di Montebelluna. Gli stessi pneumologi rimasti in servizio lamentano grandi difficoltà. Il rischio è di una ulteriore fuga verso il privato di professionisti che non hanno avuto adeguate risposte in termini di riconoscimento e di integrazione personale”.

“Visto che le visite nel privato sono aumentate a dismisura, essendo l’unica risposta ai bisogni di salute sul territorio, il via libera alla ripartenza delle prestazioni dato dalla Regione sia valido per tutti i professionisti che hanno scelto la libera professione intramuraria”, sottolineano i sindacalisti.

 


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Isabella Loschi

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