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29 novembre 2021

Treviso

Riciclaggio d’auto di valore, sgominata organizzazione

Tre persone arrestate e ventuno denunce

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TREVISO – Un’organizzazione che vedeva il coinvolgimento di italiani, rom, slovacchi e sloveni, dedita a truffe, furti e ricettazioni di auto di alta gamma che poi venivano riciclate. È stata sgominata dalla polizia nell’ambito dell’operazione “Gipsy Beach Clone”, scaturita da un'indagine che aveva preso avvio in settembre del 2012. L’attività toccava vari stati, concentrandosi in Italia, tra Treviso e Lignano Sabbiadoro (Ud), e poi Austria, Germania e Slovacchia.

L’indagine era partita con una serie di accertamenti effettuati nei confronti di un rom, Ivan Baricevic, 25 anni, residente a Treviso, autore di una serie di truffe di autovetture ai danni di persone che ne avevano pubblicizzato la vendita in vari siti internet e tratto in arresto dalla squadra mobile.

A conclusione dell’attività ci sono stati tre arresti, tra cui lo stesso Baricevic, e 21 denunce all’autorità giudiziaria. Ogni membro dell’organizzazione costituiva un punto di riferimento per gli altri ed aveva un ruolo specifico. C’era chi era specializzato nella falsificazione di documenti, chi invece faceva l’autista, chi, ancora, si occupava di esportare le auto etc.

Le auto di cui entravano in possesso tramite truffe o furti venivano ripulite con la sostituzione del numero di telaio originale usando un numero “clone”, cioè regolarmente prodotto e utilizzato per un altro veicolo. Allo stesso modo venivano prodotti documenti falsi d’immatricolazione (stranieri), che successivamente venivano introdotti in Italia attraverso la nazionalizzazione. Operazione che veniva effettuata con un’agenzia d’auto di Latisana (Ud) e da questa presso la motorizzazione di Udine, dove la polizia stradale di Palmanova ha eseguito dei sequestri di documentazione.

Altre operazioni di “pulizia” avvenivano invece con un’iniziale esportazione dei veicoli utilizzando documenti falsificati: venivano presentati agli uffici competenti per la nazionalizzazione in Germania. A quel punto, ottenute le targhe tedesche, o si provvedeva immediatamente alla radiazione per l’esportazione dei veicoli, in particolare verso la Slovacchia, o venivano esportati direttamente in Italia con documentazione regolare slovacca e qui venivano rivenduti.

Samil Huseinagic, cittadino serbo di 36 anni, è stato arrestato proprio mentre tentava di immatricolare in Germania un’auto trattata dall’organizzazione a Lignano.

La polizia ha accertato che l’organizzazione si avvaleva, per le attività all’estero, di un soggetto residente nella Repubblica Slovacca, un 43enne. Questi aveva organizzato un’attività di riciclaggio di auto di grossa cilindrata, rubate in gran parte in Repubblica Slovacca e poi rivendute in Italia e in Germania munite di falsa documentazione, attraverso l’immatricolazione dei mezzi alla motorizzazione civile di Udine e di altre città.

 

Sileno Mauro, 42 anni, il terzo arrestato, è stato fermato con l’accusa di riciclaggio proprio alla guida di una macchina falsamente immatricolata in Italia, con documentazione falsa e risultata rubata in Slovacchia.

 

La polizia ha accertato il “trattamento” di 24 veicoli, per un valore di circa 720mila euro. Ne sono stati posti sotto sequestro 21, per un valore di 630mila euro.

 


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