10 luglio 2020

Treviso

Riaprono le attività sanitarie dell'Ulss2, Benazzi: " Occorre cautela"

Grandi manovre in ospedali e strutture sanitarie per la riapertura controllata

| Ingrid Feltrin Jefwa |

immagine dell'autore

| Ingrid Feltrin Jefwa |

Ospedale di Treviso

TREVISO – Un prudente ritorno alla normalità è quello che avrà inizio il 4 maggio per le strutture sanitarie, come ha spiegato il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, quest’oggi in conferenza stampa. I segnali di un trend positivo ci sono, ma serve rigore e prudenza. Attualmente in provincia di Treviso le persone ancora ricoverate in terapie intensiva sono 16 mentre il 24 aprile erano 25, quanto al numero totale di ricoverati è pari a 75.

“Il contagio sta scendendo anche tra il personale ed a tutti è stato fatto il tampone ma – ha spiegato Benazzi – abbiamo già avviato una seconda fase di temponi che si concluderà entro il 20 maggio. Il 7 aprile le persone malate tra i dipendenti erano 211 (49 medici, 120 infermieri e 55 oss) oggi sono 49 (9 medici, 23 infermieri e 17 oss). Ora ci accingiamo a riaprire sulla base delle linee guida regionali ma occorre cautela perché il rischio è di ricadere nel contagio: il virus è subdolo e sta mutando quindi non dobbiamo abbassare la guardia”.

L’Ulss 2 ha calcolato quante persone, tenendo conto del distanziamento sociale, possono stare nelle varie sale d’attesa di ospedali e poliambulatori dove i tempi saranno certo più lunghi del consueto perché il personale dovrà ad ogni visita cambiare i presidi di sicurezza, inoltre con cadenza di 3 o 4 visite vanno arieggiati e sanificati i locali. Saranno inoltre studiati dei percorsi e i varchi di accesso ai nosocomi saranno monitorati da Croce Rossa e Protezione civile. Fondamentale sarà la riclassificazione delle priorità a carico dei medici di famiglia delle visite da fare.

Le visite di controllo, dove possibile saranno fatte in videoconferenza per evitare l’accesso agli ospedali mentre per i pazienti pediatrici con sospetto covid ci saranno percorsi appositamente studiati, per consentire che siano accompagnati da un genitore e che non vengano a contatto con altri pazienti: in provincia i minori ammalati fino ad ora sono stati 5. Grandi cambiamenti anche ai punti prelievi a partire dall’11 maggio quando di potrà accedere solo su appuntamento per evitare la grandi code verificatesi a causa del distanziamento. A Padernello infatti si sono registrate code interminabili con 250 persone in attesa come pure a Treviso in Borgo Cavalli dove anche con la pioggia la lunga fila di chi doveva fare il prelievo, spesso persone anziane, era tale da arrivare in piazza Borsa.

“Il 4 si riparte ma con lento pede – ha quindi aggiunto Benazzi spiegando che – dobbiamo vincere la gara contro il virus quindi di riattivano i servizi ma in maniera controllata. All’ospedale di Montebelluna (no Covid) ci sono ancora 6 stanze di sub intensiva e poi si va a chiudere. A Castelfranco la prossima settima il 3° piano verrà reso allo IOV ma ci attiveremo a tronare alla normalità anche con il concorso per il primariato di Neurologia. A Treviso andiamo a mantenere 7 posti letto che pur se inutilizzati resteranno disponibili, in caso di nuove emergenze”.

Quindi prosegue: “Al reparto malattie infettive (che è fuori dall’ospedale) permarranno i 60 posti letto per essere disponibili in caso di eventuali necessità. Ad Oderzo ci sono ancora 12/13 pazienti e poi saranno liberati i reparti. A Conegliano, ospedale no Covid, tornerà tutto come prima mentre Vittorio Veneto resta ospedale Covid ma dal 4 maggio cercheremo di riaprire il reparto ORL (un fiore all’occhiello) e partirà l’attività chirurgica con 4 sale operatorie oltre ad oncologia ed ai poliambulatori: dall’11 anche il pronto soccorso, + 20 posti letto in day surgery e 4 posti letto promessi”.

 



foto dell'autore

Ingrid Feltrin Jefwa

Leggi altre notizie di Treviso
Leggi altre notizie di Treviso

Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×