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07 dicembre 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Referendum: ci diranno proprio tutto? I dubbi e le incertezze del pittore Vittorio Marchi

Il noto artista di Sernaglia ci dice la sua sul referendum del 20 e 21 settembre

| Clara Milanese |

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| Clara Milanese |

Vittorio Marchi

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA – Ama il suo Veneto e lo dipinge, sfruttandone le bellezze e la tecnica dell’en plein air, sin dagli anni ’60.

Vittorio Marchi, nato a Sernaglia della Battaglia nel 1946, è stato scoperto da Ruggero Da Col, a sua volta pupillo del maestro Luigi Cima, e porta quindi avanti una secolare tradizione artistica che lo rende un eccelso esponente contemporaneo dell’impressionismo. Gli anni ’80 sono stati per lui una svolta dal punto di vista tecnico e dello studio: dopo aver appreso l’arte incisoria dal maestro Valentino De Nardo, si dedica ad opere di nudo e figura e comincia a collezionare riconoscimenti grazie alle numerose mostre allestite in patria e non. Ad oggi, le mostre che hanno visto esposti i suoi quadri sono più di un centinaio, tanto da avergli garantito recensioni da critici nostrani e di fama internazionale.

Il suo forte legame con la terra veneta, di cui dipinge mari e monti – tra i suoi soggetti più celebri troviamo i colli del Prosecco e la laguna di Venezia – , fanno di lui un candidato ideale per affrontare un tema che, nel bene o nel male, cambierà senz’altro le sorti delle regioni italiane.

Cosa ne pensa del referendum?

“Penso sia una cosa che bisognerebbe fosse spiegata meglio. Sai com’è… Non vorrei che uscissero dalla porta per rientrare dalla finestra!

Secondo Lei, questo voto porterà significative modifiche a livello politico e istituzionale?

“A livello regionale può essere che cambi qualcosa, anzi, temo cambierà di molto le cose, ma in fondo penso che le persone abbiano voglia di un cambiamento. A livello nazionale, sicuramente meno”.

Crede che le persone siano abbastanza informate su cosa, nell’effettivo, ci viene chiesto di votare con questo referendum?

“No, non la gente non è informata a sufficienza. Ogni partito ci dice ‘bisogna votare così, bisogna votare colà’, ma ci sono cose che noi non sappiamo. Ripeto: non vorrei che saltasse fuori la fregatura. Confido, comunque, sul fatto che ognuno farà la propria scelta secondo coscienza”.

Lei, quindi, ha già capito da che parte pende l’ago della sua bilancia?

“Sono sincero, ho ancora un bel dubbio sul sì o sul no. Devo chiarirmi le idee e capire meglio i risvolti prima di prendere una decisione”.

 


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Clara Milanese

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