25 ottobre 2021

Cronaca

Recovery, Draghi: "Ok Ue a Pnrr, giornata di orgoglio per l'Italia"

Il premier: "Abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti che punta a rendere l'Italia un Paese più giusto. Spero sia l'alba della ripresa dell'economia italiana"

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Recovery, Draghi:

ITALIA - "Vorrei ringraziare la Presidente per essere qui con noi a Roma. La sua visita segna l'approvazione da parte della Commissione europea del Pnrr. Questa è una giornata di orgoglio per il nostro Paese". Così il premier Mario Draghi, in conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, agli studi di Cinecittà. "Abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti che punta a rendere l'Italia un Paese più giusto, più competitivo e sostenibile nella sua crescita. E' stato decisivo il sostegno delle forze politiche, degli enti territoriali e delle parti sociali a cui va il mio sentito ringraziamento" sottolinea il presidente del Consiglio. Il premier negli studi di Cinecittà, accompagnato dalle colonne sonore che hanno segnato il meglio del nostro cinema, incassa l'ok formale della Commissione Europea al Piano nazionale di ripresa e resilienza. La presidente Ursula von der Leyen dà il disco verde ai primi stanziamenti, per un totale di ben 191,5 miliardi destinati all'Italia. "Una volta approvato dal Consiglio nelle prossime quattro settimane - spiega, sorridente, accanto al premier italiano -, saremo pronti a erogare i primi fondi. È l’inizio di un’attuazione che sarà dura, dovremo lavorare in modo serrato e la Commissione sarà accanto a voi passo dopo passo. Un’Italia più forte rende l’Europa più forte", la convinzione di von der Leyen. Draghi lo sa perfettamente e sa che gli obiettivi vanno centrati, rigorosamente. Perché le tranche per rimettere in piedi l'economia falcidiata dal virus saranno sbloccate passo passo, e solo se l'Italia avrà fatto i compiti a casa. "La giornata di oggi è soltanto l’inizio - rimarca dunque il presidente del Consiglio - la sfida ora è l’attuazione del piano, bisogna assicurarci che i fondi siano spesi tutti e soprattutto bene", nel segno "dell'onestà", una parola che Draghi richiama più volte nel suo intervento. Un'Italia onesta, pronta a ripartire e votata al cambiamento.

 

"Il luogo scelto per questa cerimonia è molto simbolico - nota non a caso il presidente del Consiglio -. Qui negli anni del dopoguerra il nostro cinema raccontava la vita delle famiglie italiane: prima gli stenti, poi il lavoro e infine l'entusiasmo. Oggi celebriamo qui con l'approvazione del Pnrr quella che io spero sia l'alba della ripresa dell'economia italiana". Una Cinecittà simbolo della ripartenza, in una Roma assolata e dove i turisti ancora latitano. Il Pnrr come volano del ritorno alla crescita, che non si trasformi solo in un annuncio, sulla scia dei tanti fondi europei destinati all'Italia e mai spesi. Per evitare ogni rischio, centrali sono le riforme, i compiti a casa, appunto, che non possono essere elusi perché, in tal caso, il Next Generation Eu si trasformerebbe in un boomerang. Il Pnrr "senza le riforme sarebbe un altro annuncio come gli altri - chiarisce Draghi rispondendo alle domande dei cronisti - Per fare le cose occorrono due ingredienti: la volontà politica di farle e la capacità amministrativa, e qui, su quest'ultimo punto, i cambiamenti apportati nell'ultimo mese e mezzo sono stati profondi. Quindi siamo fiduciosi che con i cambiamenti e con le riforme che continueremo a fare ce la faremo". L’Italia punta a "una ripresa significativa, duratura, ma che abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità. Spesso - riconosce il premier - le riforme creano cambiamenti e sono anche momenti di crisi. Poter avere un grande programma di investimenti insieme alle riforme è molto importante". Il presidente del Consiglio indica i prossimi passi su questo cammino. A giorni, spiega, in Cdm arriverà la riforma della giustizia, una delle matasse più difficili da sbrogliare, a giugno appalti e concessioni, a luglio ci sarà la legge sulla concorrenza. L'Italia ha "un responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, dei cittadini di quei Paesi che hanno pagato e pagheranno le tasse per finanziare il nostro piano nazionale. Abbiamo la responsabilità di far bene non solo per noi stessi ma anche per l’Europa". Anche perché è convinzione di Draghi che, se l’attuazione del Pnrr andrà in porto, "alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi Ue e dalla Commissione rimarrà strutturale. Sarà strutturale se sapremo rispondere alla fiducia che ci sarà data". Poi, in conferenza stampa, a una domanda sul ddl Zan, il battagliato disegno di legge sull'omofobia, il premier replica: "E' una domanda importante. Domani sarò tutto il giorno in Parlamento, me lo chiederanno sicuramente, e risponderò in modo più strutturato di quanto potrei fare oggi".

 

URSULA VON DER LEYEN - Next Generation Eu "è un'opportunità generazionale per investire nella forza dell'Italia, per fare dell'Italia un motore di crescita in Europa" ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando in conferenza stampa al fianco di Mario Draghi, per il via libera al Pnrr dell'Italia. "E oggi - ha aggiunto - sono qui per annunciare che avete il pieno sostegno della Commissione Europea. C'è stata una cooperazione eccellente e voglio davvero ringraziare Mario" per "l'eccellente cooperazione tra i nostri team" nella valutazione del piano nazionale di ripresa dell'Italia. Il Pnrr dell'Italia, che investe nella transizione verde e in quella digitale, "rispetta chiaramente i criteri che abbiamo stabilito insieme". E' "ambizioso", ha "lo sguardo lungo" e aiuterà a "costruire un futuro migliore" per "gli italiani e per l'Ue" ha detto la presidente della Commissione Europea. Il Pnrr, ha aggiunto von der Leyen, prevede tra l'altro "riforme cruciali" per "tagliare i lacci burocratici nella pubblica amministrazione" e per rendere la giustizia più efficiente, "migliorando così il contesto" per gli investimenti e "aiutando le aziende italiane a competere in un mondo sempre più multipolare. Queste sono le riforme che gli italiani chiedono da anni e che ora accadranno con Next Generation Eu Italia. Domani", ha sottolineato. "Stiamo raccogliendo i capitali ora sui mercati e se entro quattro settimane il Consiglio approverà" il piano nazionale di ripresa e di resilienza dell'Italia, "come penso che farà, allora potremo procedere al primo esborso" previsto da Next Generation Eu, nell'ordine del 13% delle somme previste (24,9 mld di euro per l'Italia), ha confermato von der Leyen. Oggi "è un momento molto speciale per l'Italia e per l'Unione Europea. La campagna vaccinale sta avanzando, come 'la squadra azzurra' (lo ha detto in italiano, ndr). L'intero Paese e l'economia italiana stanno riaprendo e i turisti ritornano" ha sottolineato la presidente della Commissione Europea. "Sono molto lieta - ha aggiunto - di poter condividere questo momento con voi e di essere a Cinecittà, il grande Federico Fellini, la Dolce vita... è bene vedere gli investimenti che farete con Next Generation Eu", il piano per la ripresa che, ha ricordato, "ha messo insieme il pacchetto più grande della storia dell'Ue, più grande del piano Marshall. Sono 800 mld di euro, ai prezzi di oggi. E l'Italia riceverà la quota maggiore, 191 mld di euro". Il piano nazionale di ripresa e di resilienza dell'Italia creerà, secondo una stima "conservativa", oltre "240mila nuovi posti di lavoro entro il 2026" ha detto von der Leyen. Si tratta della stima dei posti creati direttamente dal piano, senza considerare l'indotto, hanno spiegato a Bruxelles alti funzionari Ue. I trasferimenti previsti da Next Generation Eu sono una "promessa", perché consentono "investimenti" per il futuro dell'Italia, ma comportano anche "responsabilità" ha sottolineato ancora. Next Generation Eu "è un'opportunità che capita una volta nella vita. Siamo sempre stati consapevoli che sarebbe stato necessario un mix di riforme e investimenti per spingere l'economia quando usciremo dalla crisi, per modernizzare le nostre economie e renderle competitive in un mondo multipolare". "Quindi - ha aggiunto - abbiamo deciso di avere una grande parte in trasferimenti, che sono una promessa ma anche una responsabilità. Sono promessa di investimento, ma anche una responsabilità, perché si usi quel tempo per mettere in ordine i conti pubblici e investire nelle capacità future, che saranno per le prossime generazioni", ha concluso.

 



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