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08 febbraio 2023

Treviso

Rapinavano turisti in giro per l'Italia, presi i "Bonnie e Clyde" iraniani

Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Stato di Treviso a seguito di una rapina nel giugno 2019, quando rubarono 2.500 euro a una famiglia indonesiana

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

rapina

TREVISO - Dopo una complessa attività d’indagine iniziata nel giugno 2019 dalla Sottosezione Polizia Stradale di Treviso Nord con il coordinamento della Squadra di Polizia Giudiziaria, ha permesso di dare un nome e cognome ed assicurare alla giustizia i “Bonnie e Clyde iraniani”.

I due cittadini stranieri, qualificandosi per appartenenti alle Forze dell’Ordine, in diverse località d’Italia, si erano resi responsabili di varie rapine ai danni di turisti.

Le indagini sono state avviate dopo la rapina subita nell’estate 2019 da una famiglia indonesiana in vacanza in Italia, proveniente da Cortina e diretta a Venezia, dove avrebbero dovuto soggiornare per alcuni giorni per poi raggiungere Firenze.

Durante il viaggio, i turisti hanno deciso di fare una breve visita alla città di Treviso e nel primo pomeriggio avevano ripreso il viaggio verso Venezia. Improvvisamente, dopo aver percorso alcuni chilometri a bordo del veicolo che avevano preso a noleggio in Olanda, sulla S.R. 53 tra San Lazzaro e lo svincolo d’uscita che conduce al casello di Treviso Sud dell’autostrada A27, sono stati avvicinati da un’autovettura Alfa Romeo GT di colore grigio, i cui occupanti, un uomo e una donna, avevano intimato loro di fermarsi.

La donna era rimasta seduta in auto, mentre l’uomo, dopo essersi qualificato a voce come “poliziotto”, chiedeva ai cittadini stranieri di esibire i documenti di identità ed il denaro contante in loro possesso col fine di verificare se il denaro stesso fosse falso.

Uno degli appartenenti alla comitiva aveva preso dal suo portamonete 2.500,00 euro in contanti. L’uomo qualificatosi come poliziotto, una volta preso il denaro, repentinamente era risalito a bordo dell’Alfa Romeo e si era dileguato d con la compagna.

Le accurate indagini intraprese dai veri poliziotti della Sottosezione Polstrada di Treviso hanno permesso di giungere dapprima all’identificazione del veicolo utilizzato dai rapinatori, un’autovettura Alfa Romeo GT con targa italiana, intestata ad un prestanome e successivamente all’identificazione degli autori del crimine, A.I., di 30 anni e della moglie I.S. di 25 anni, tutti e due di nazionalità iraniana.

Gli investigatori hanno accertato che i due rapinatori avevano pedinato con il veicolo le loro vittime partendo dal centro di Treviso, fino ad arrivare in un luogo tranquillo al fine di portare a segno la rapina.


Le indagini successive hanno consentito ai poliziotti della Sottosezione autostradale di Treviso di accertare che gli stessi soggetti, con il medesimo “modus operandi”, lo stesso giorno, nei pressi del centro commerciale “Auchan” di Mestre si erano resi responsabili di due analoghe tentate rapine ai danni di due cittadini pakistani.

Gli investigatori, nutrendo il sospetto che gli stessi potessero essere dei rapinatori seriali, hanno approfondito le indagini in considerazione della coincidenza tra il modo di agire e le caratteristiche somatiche e fisiche degli autori fornite dalle denunce sporte in vari Uffici di Polizia in Italia, accertando che i due individui si erano resi responsabile a vario titolo di altre 4 rapine.

In particolare, nel mese di maggio 2019, a Venezia, i rapinatori avevano sottoratto 855 euro ad un cittadino bengalese. Lo stesso mese, a Paderno Dugnano (MI), rubarono una collana d’oro con crocifisso ad un cittadino belga. A giugno, nel centro di Brescia, si siu erano impossessati di 200 euro ai danni di un cittadino russo.

Infine, nel corso dello stesso mese avevano rubato un bracciale in oro giallo e una collana in oro giallo, a due cittadine pakistane.

I riscontri investigativi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, che aveva già instaurato un procedimento penale nei confronti dei due “falsi poliziotti”, che si erano resi responsabili anche di una rapina avvenuta nella Capitale.

Grazie al risultato delle indagini, anche in collaborazione con altri Uffici di Polizia, l’Autorità Giudiziaria di Roma emanava nei confronti dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che veniva eseguita nel corso dell’estate del 2019 da personale del Commissariato di P.S. di Marghera (VE).

L’attività d’indagine, ha permesso agli investigatori della Sottosezione dell’A27, di accertare che i “Bonnie e Clyde” iraniani, fingendosi poliziotti, si sono resi responsabili a vario titolo di 7 reati predatori ai danni cittadini stranieri, oltre alla rapina effettuata nella città di Roma, hanno asportato alle vittime la somma totale di euro 3.555,00, una collana d’oro con crocifisso, un bracciale in oro giallo e una collana in oro giallo.

 


| modificato il:

Gianandrea Rorato

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