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30 novembre 2021

Treviso

Rallentamenti del traffico da stamattina sulle strade di Treviso Belluno e Vicenza

"Fermi noi#fermitutti" è la protesta che oggi metterà in atto Veneto Imprese unite. Penzo Aiello: "In Veneto persi 60mila posti di lavoro e 420 miliardi di fatturato".

| Roberto Grigoletto |

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Rallentamenti del traffico da stamattina sulle strade di Treviso Belluno e Vicenza

NORDEST - Non per lavori in corso ma per protesta: nelle prossime ore sulle strade e sugli snodi delle provincie di Treviso, Belluno e Vicenza sono previsti dei rallentamenti del traffico. A crearli saranno gli aderenti a Veneto Imprese unite: “Stanchi ed esasperati da una politica che non tutela (e sembra non aver intenzione di farlo) l’imprenditoria, quella stessa imprenditoria che ha fatto grande il Paese, dimostreremo simbolicamente come se ci fermiamo noi si fermeranno tutti” - annunciano i promotori della protesta. “Dopo un anno di pandemia, dopo aver investito migliaia di euro per mettere in sicurezza le nostre aziende, dopo aver vissuto un lockdown, dopo esserci sacrificati, dopo aver dimostrato tutta la nostra responsabilità, dopo aver imparato ad essere pazienti, dopo esserci lasciati privare della possibilità di scegliere per le nostre stesse aziende, dopo il periodo più difficile delle nostre vite ci troviamo al punto di partenza”.

Veneto Imprese unite sottolinea che nel 2020 l’Italia, per cause direttamente imputabili alla pandemia, ha perso 240mila aziende, solo in Veneto si sono persi 60mila posti di lavoro; 420 miliardi di fatturato sono andati in fumo, e di questi meno del 7% sono stati ristorati. “La situazione infatti sembra essersi congelata all’8 marzo 2020, con la differenza che le nostre casse ormai sono vuote, che la responsabilità che abbiamo è prima quella di portare il pane in tavola alle nostre famiglie, che non abbiamo più niente da sacrificare se non le nostre vite, ed alcuni colleghi si sono privati persino di quelle” - lamenta Andrea Penzo Aiello, che avverte sconsolato: “Se falliscono le nostre aziende, l’Italia intera rischia il default. L’emergenza economica è disperata ed i nemici visibili contro i quali ci troveremo presto a combattere una lunga guerra saranno la disoccupazione e la povertà accompagnate dalla disperazione”. E ricorda che Ho.Re.Ca., turismo, sport e wellness, commercio, cultura e creatività sono filiere che da sole costituiscono quasi il 50% del PIL del Paese ma “condannate a morte certa date le misure totalmente insufficienti adottate sinora”.

 


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Roberto Grigoletto

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