07 aprile 2020

Castelfranco

RAGAZZA CINESE SEGREGATA IN CASA E COSTRETTA A PROSTITUIRSI

L’appartamento si trova in via Giorgione a Resana. Clienti andavano e venivano a tutte le ore

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RAGAZZA CINESE SEGREGATA IN CASA E COSTRETTA A PROSTITUIRSI

CASTELFRANCOEra costretta a prostituirsi tutti i giorni con una decina di clienti diversi. La 29enne cinese stava segregata in un appartamento di via Giorgione a Resana.

Un uomo ed una donna suoi connazionali, probabilmente l’ultimo anello di un’organizzazione, l’avevano fatta arrivare in Italia con la promessa di un lavoro, ma poi l’avevano rinchiusa in casa e fatta prostituire dalla mattina alla sera. I due sfruttatori sono stati denunciati, anche se al momento risultano irreperibili.

Le indagini dei carabinieri sono partite in seguito alle segnalazioni di residenti nello stesso condominio dell’appartamento in questione, che vedevano uomini andare e venire a tutte le ore del giorno e della notte. Le prestazioni della ragazza orientale venivano pubblicizzate nella rivista di annunci per adulti “Aladino by night”: si parlava di massaggi offerti da ragazze orientali in cerca di compagnia. I carabinieri hanno richiesto alla casa editrice di avere i dati relativi agli inserzionisti degli annunci relativi appunto a ragazze orientali, andando a controllare l’appartamento di Resana, ma anche altri quattro appartamenti a Castelfranco.

Nel corso delle indagini, coordinate dal capitano Salvatore Gibilisco, comandante della Compagnia, e condotte dal maresciallo Antonio Currò, comandante della Stazione Carabinieri di Castelfranco, venivano contattati i numeri di telefono indicati dagli inserzionisti, alle cui telefonate rispondevano donne che, tradendo accento orientale, dichiaravano che oltre ai massaggi, offrivano anche prestazioni sessuali. I carabinieri hanno fatto servizi di osservazione, controllo e pedinamento nei pressi delle abitazioni indicate dalle donne, identificando numerosi “clienti” che confermavano di aver avuto rapporti sessuali a pagamento.

I militari hanno appurato come le quattro prostitute a Castelfranco esercitassero in autonomia, cosa diversa rispetto a quanto accadeva alla 29enne di Resana, peraltro risultata essere clandestina.

Secondo il suo racconto l’uomo e la donna la tenevano rinchiusa in casa e la andavano a controllare tre o quattro volte la settimana, ritirando gli incassi e portandole qualcosa da mangiare. Una prestazione completa veniva pagata 50 euro, 20 dei quali andavano alla ragazza.

Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato oltre cento preservativi contenuti all’interno di una bottiglia per il latte dentro il frigo, oltre a 500 euro in contanti e a tre cellulari.

La 29enne è stata poi portata in Questura a Treviso e poi trasferita al Cie di Bologna per l’espulsione dall’Italia.

Matteo Ceron

 

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