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06 dicembre 2021

Castelfranco

Radicchio di Treviso, Igp anche a Castelfranco

Proposta estensione dell’area comprende inoltre Riese, Resana, San Zenone e Loria

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Radicchio di Treviso, Igp anche a Castelfranco

CASTELFRANCO - Mentre è in fase ormai conclusiva l’approvazione del nuovo disciplinare per il Variegato di Castelfranco IGP, il prossimo 21 novembre il consiglio del Consorzio vedrà in deliberazione una proposta di allargamento del Radicchio di Treviso Igp ai territori di: Castelfranco Veneto, Riese, Resana, Loreggia, San Zenone, Loria, Povegliano, Massanzago, Villanova di Camposampiero, Borgoricco e Santa Maria di Sala (tra le province quindi di Treviso, Padova e Venezia, portando da 17 a 28 i Comuni dell’area storica).

 

La penetrazione del prodotto anche sul mercato interno più migliorare ancora molto: oggi il 60% del prodotto è consumato nelle regioni del Nord, c’è tutto un Sud Italia da conquistare.   “Pur rappresentando in questo panorama solo alcune centinaia di tonnellate certificate l’anno – ha affermato Denis Susanna, direttore del Consorzio di Tutela nell’ambito di un convegno a Zero Branco - stiamo ponendo in atto alcune importanti azioni di valorizzazione: una revisione del disciplinare sul fronte delle rese per ettaro per riconoscere le migliori tecniche agricole, ampliamento dell’area di produzione e adeguamento del packaging. D’altra parte, stiamo portando avanti una grande operazione per il deposito del marchio Radicchio di Treviso anche nei Paesi extra UE, Usa, Canada, Russia, Svizzera, Giappone, Australia”.  

 

“Basta con la vendita di prodotto sfuso, il vostro prodotto è troppo delicato per la vendita self service e troppo pregiato per essere venduto in un banco indifferenziato – ha spiegato Sergio Fessia, responsabile ortofrutta di Eataly – servono packaging adatti, capaci di raccontare la storia del prodotto, di mettere in evidenza il valore aggiunto”.

Il responsabile ortofrutta del colosso creato da Oscar Farinetti è stato quasi provocatorio: il futuro sarà il radicchio confezionato e marchiato singolarmente, cespo per cespo.

 

Arrivare con nuove e più accattivanti forme, più adatte alle moderne esigenze di consumo attraverso piccoli bauletti e vaschette, è una tendenza già in atto: “In questa stagione appena iniziata abbiamo già avuto richiesta per 400mila sigilli per confezioni da chilo e mezzo chilogrammo – ha evidenziato Susanna – è evidente che i nostri produttori stanno rispondendo alle esigenze della GdO per distinguere a prima vista l’IGP sugli scaffali dei supermercati. Perché il consumatore è pronto a spendere anche un po’ di più se ha certezza i qualità”.

 


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