31 ottobre 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Quel “pasticciaccio brutto” del Consorzio Docg

Non si può votare il nuovo consiglio prima che i giuristi chiariscano i dubbi sullo statuto

| Gloria Girardini |

| Gloria Girardini |

Quel “pasticciaccio brutto” del Consorzio Docg

VALDOBBIADENE / CONEGLIANO - Tensioni all’interno del consiglio del Consorzio Docg, i consiglieri si appellano ai giuristi esterni. Le quote di rappresentanza e l’interpretazione dello Statuto alla base del consorzio hanno creato crepe profonde all’interno del consiglio, dopo settimane di tensioni si è arrivati alla decisione di appellarsi a due o forse tre giuristi esterni, pagati dagli stessi consiglieri per far chiarezza. Senza un’intesa sull’interpretazione dello statuto è impossibile votare il nuovo consiglio di amministrazione, al momento il voto è stato spostato a fine anno.

 

Entro il 30 novembre però si dovrà decidere in che modo presentare le candidature. “Il consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg - si legge in una nota - in sintonia con lo spirito della lettera che il presidente Nardi ha inviato lunedì 21 settembre a tutti i consiglieri ha preso atto della richiesta dell’assemblea dei soci dello scorso 10 settembre, ha deliberato all’unanimità di sospendere sino al 30 novembre l’efficacia della delibera relativa alla ripartizione dei consiglieri tra le categorie (viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori) e l’esclusione di alcuni candidati”. Contestualmente il Cda unanimemente deliberato di proporre all’assemblea dei soci, che si è riunito giovedì 1 ottobre, il rinvio del rinnovo degli organi amministrativi.

 

«Due giuristi, uno indicato dai consiglieri che hanno approvato la delibera del 1. settembre e l’altro dai consiglieri che sostengono l’interpretazione consolidata dello Statuto, e all’occorrenza un terzo nominato dagli stessi giuristi o dal Presidente del Tribuna- le di Treviso, dovranno fornire una condivisa interpretazione dello Statuto in merito alle candidature multiple e all’equa rappresentanza delle diverse categorie in seno al Consiglio, se del caso anche proponendo eventuali revisioni dello Statuto stesso». I consiglieri hanno anche deciso di non gravare sulle casse del Consorzio ma di farsi carico in prima persona dei costi relativi all’incarico che sta per essere affidato ai giuristi. Diverse le associazioni e gruppi che in questi giorni sono intervenuti sulla spaccatura creatasi per lo Statuto, ad esprimere il bisogno di uscire il prima possibile dall’impasse il gruppo Vignaioli Indipendenti Trevigiani.

 

“Ci schieriamo apertamente per appoggiare e supportare gli otto consiglieri che hanno coraggiosamente posto l’accento sul tema della equa rappresentanza delle varie categorie. La Carta su cui poggia le sue fondamenta la vita democratica del Consorzio non può e non deve essere disattesa, ma va garantita la corretta rappresentanza territoriale e categoriale: il passaggio a tre rappresentanti per i viticoltori, a sette per i vinificatori e a cinque per gli imbottigliatori significa non considerare, né garantire, queste indicazioni fondamentali. E' inoltre importante dare voce anche a chi, magari con produzioni minori, vive e lavora sul territorio dando quel valore aggiunto fondamentale al nome Conegliano Valdobbiadene”.

 



Gloria Girardini

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