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25 settembre 2022

Treviso

Quasi 3mila animali selvatici salvati grazie al lavoro del Cras di Treviso

Caprioli, lepri, volpi, scoiattoli, un camoscio, falchi e cigni curati grazie ai 70 volontari del Centro di recupero Animali Selvatici

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

cerbiatti Cras

TREVISO - Caprioli, lepri, volpi, scoiattoli, ma anche un camoscio, falchi, cigni, ricci, merli e pattirossi. Sono quasi tremila gli animali selvatici recuperati e salvati grazie al Cras di Treviso. Una media di 326 al mese. Sono questi i numeri del primo anno di intensa attività del Centro di Recupero Animali Selvatici della Provincia di Treviso, con sede al parco dello Storga gestito da 70 volontari e da cinque associazioni Lav, Progetto Riccio Europeo, Oipa, Wwf e Lipu.

Attraverso le segnalazioni telefoniche dei cittadini al centro e il costante monitoraggio e supporto di volontari formati, il Cras ha potuto intervenire in molteplici occasioni, dal salvataggio di esemplari feriti a quello dei cuccioli appena nati, dalla nutrizione alla somministrazione di terapie, sino all'accompagnamento prima del ritorno in libertà. In 9 mesi, sono stati 2935 in totale gli animali recuperati, una media di 326 al mese, con un picco tra aprile e luglio determinato dall'arrivo di un'ingente quantità di piccoli, sia di mammiferi sia di uccelli, che hanno necessitato di svezzamento e adattamento prima della liberazione in natura e, dunque, di lunghi periodi degenza. Tra le principali cause d'intervento, i traumi da urto, dovuti, per esempio, agli impatti stradali e a quelli con i tendifilo dei filari nelle vigne (912 casi); la distruzione dei nidi in periodo primaverile, per un totale di 845 piccoli rimasti orfani; numerose anche le specie soccorse a seguito della predazione, nel dettaglio 571, soprattutto da parte di felini, e gli animali che giungono al Centro in uno stato di debilitazione (405 casi).

 “Una volta accettato - spiega Michela Dugar presidente dell’associazione Riccio Europeo e responsabile del Cras - ogni animale viene visitato da un veterinario, che definisce il quadro clinico e le terapie necessarie per fare in modo che possa ritornare in natura in piena autonomia. Inoltre ad ogni animale viene assegnato un numero, così il cittadino che l’ha segnalato o portato al centro, può chiamare e attraverso il numero identificativo essere informato sul suo percorso di riabilitazione e cura e quando verrà rimesso in libertà l’animale”.

 “Una parte rilevante del nostro lavoro è data dalle segnalazioni dei cittadini – l'appello di Dugar - se doveste imbattervi in un animale in difficoltà, prima di intervenire vi invitiamo a telefonarci al numero indicato nella nostra pagina Facebook. In questo modo possiamo darvi consigli sulla procedura più utile da seguire per metterlo al sicuro; talvolta, per esempio, spostare l'animale è errato ed è preferibile lasciarlo dov’è”. 

Per il futuro, gli obiettivi del Cras della Provincia di Treviso sono il rafforzamento del monitoraggio della fauna selvatica del territorio attraverso la collaborazione con Izp e Ispra, per individuare, inoltre, le cause più frequenti dei decessi in maniera ancor più puntuale, in ottica preventiva. Il Cras ha anche attivato collaborazioni con l’università di Padova per ospitare studenti di Veterinaria per il tirocinio.  

 


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