18 ottobre 2021

Castelfranco

"Quanto successo ad Asolo, dimostra che si è eroi nel quotidiano"

La storia degli internati di Asolo e di come la comunità locale seppe dimostrare un forte sentimento di fratellanza

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Leopold Studeny e Charlotte Singer, coppia di internati che aprì uno studio fotografico ad Asolo

ASOLO - La storia degli internati ad Asolo, seppur di recente scoperta, non è nuova, perchè finì in un libro "Messaggi in bottiglia" pubblicato da Vittorio Zaglia, ma viene raccontata oggi con particolari inediti. In particolare, tra le iniziative di oggi, una "lezione" di Emmanuele Petrin, che quest'anno ha curato l'appuntamento "Piccole storie asolane" per la Biblioteca di Asolo, ai bambini delle quattro classi quinte del paese.



Ad Asolo vennero accolte circa 60 persone, che divennero 79 con i ricongiungimenti famigliari, persone fuggite dalla Croazia che ad Asolo ebbero la possibilità di condurre una vita relativamente tranquilla, almeno fino all'8 settembre del 1943. Asolo, venne scelta proprio per la sua vocazione turistica, allora come oggi, che rendeva Asolo ricca di alloggi in cui ospitare gli internati.



Troviamo storie come quella di Leopold Studeny e Charlotte Singer, una coppia di internati che aprirono uno studio fotografico ad Asolo nel periodo di confino o quella Daniela Shemi, famosa giornalista israeliana deceduta nel 2016," nata ad Asolo da Flora Levi e Isidoro Popovic, ospitati a casa Zorzetto, ma il suo nome non venne mai registrato all'anagrafe.



Daniela Shemi"Queste storie straordinarie che non sono mai state raccontate in un libro" spiega Petrin "si sono intrecciate profondamente con la vita degli asolani per prendere poi altre strade, ma il legame è rimasto. Questa è la Memoria ed è viva perchè si basa sui ricordi delle famiglie asolane ancora presenti nel territorio, come i Zorzetto, gelosamente conservati e tramandati, ma è memoria viva, anche per il suo legame con la quotidianità e questo è il senso di celebrare la giornata della memoria: chiunque di noi da scopre tracce del passato nella sua vita, ma gli da un senso nuovo, attuale, adattato alla propria esistenza."



Oggi a raccontare la storia sono le sorelle Fulvia e Federica Zorzetto, figlie di Franco e nipoti di Luigi ed Ida che accolsero Isidoro Popovic, che quando tornò in Istraele cambiò nome, in Isi Doron, che significa "dono" e la moglie. La storia degli internati ad Asolo è la storia di una Resistenza che non venne fatta con i fucili, ma fu una sorta di resistenza burocratica: "I nostri nonni e altri asolani, si presero pieno carico del bisogno di protezione di queste persone" raccontano le sorelle. "Nonna Ida aveva sotto il pedale della macchina da cucire un cassetto, in cui nascondeva i "nuovi documenti" dei suoi ospiti." 



Scheda di Milan Hirschl"I documenti contraffatti" continua Petrin "spesso venivano forniti dalla stessa comunità. Per dare ancora più spessore a questo gesto, basta ricordare che il comandante della Brigata Matteotti (in cui confluirono, tra gli altri molti asolani, come Damiano Cavaliere o Giuseppe Franceschini), era comandata da un certo comandante Longo che altri non era che Angelo Pasini, figlio di Ernesto Pasini, potestà di Asolo.





Carlo Caracciolo,  editore, imprenditore e partigiano italiano, realizzò un documentario suglil internati ebrei in Italia: tra i racconti, sentimmo la voce chiara di una signora, che in perfetto italiano, raccontava di essere stata accolta e sfamata da una famiglia di Asolo. Solo dopo abbiamo capito che stava parlando della signora Ida. Quanto successo ad Asolo, dimostra che si è eroi nel quotidiano. Molti erano profondamente legati ai movimenti antifascisti, senza essere militanti e lo dimostravano negli atti di tutti i giorni."



Nessuno degli internati tornò più ad Asolo, ad eccezione di Isidoro Popovic, che l'unico a ripercorrere in senso inverso il cammino fatto. Di lui, una foto rimane una foto con l'ex presidente della reppublica, Sandro Pertini.



https://www.oggitreviso.it/messaggi-bottiglia-203768


 


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Maria Elena Tonin

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