26 febbraio 2020

Quando a scrivere è il vip

Categoria: Spettacolo - Tags: libri, televisione, vip, scrittura, romanzi, guide, ricette

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Silvia Albrizio | commenti | (24)

Ho visto in vendita l’ultimo libro di Barbara D’Urso, quello sul linguaggio del corpo (“Ti si legge in faccia. I segreti del linguaggio del corpo che ti cambieranno la vita”, con Gianluca Liguori, Mondadori). E mi sono chiesta come mai, se uno è famoso, a un certo punto deve mettersi a scrivere un libro. Il fenomeno è in continua espansione. Come se il passaggio attraverso l’editoria sia ormai la tappa obbligata per la consacrazione, oltre che la strategia di marketing più efficace. Dove non arriva la tivù, ci sono i libri. Di qualunque genere s’intende, dai romanzi alle ricette, dalle guide di stile a quelle sul fitness.

 

La tuttologia si diffonde: ultimamente ho visto Miriana Trevisan (sì, l’ex teen ager di “Non è la Rai”) in veste di scrittrice per l’infanzia con “Le fiabe colorate di Miriana”; Guido Bagatta romanziere con “L’amore è servito”; Chiara Ferragni esperta di moda con “The Blond Salad”, dove snocciola consigli fashion poracci a chi non può permettersi neanche una misera Chanel.

 

E mi domando poi chi compri il libro di cucina di Francisco, l’universitario che ne “I menù di Benedetta” cucinava gli avanzi del frigo con risultati nauseanti, (“Le ciccionate. 150 ricette low cost e senza sbatti”) o a chi possa interessare la cucina di Fabrizio Bracconieri che, forte del suo passato extralarge ne “I ragazzi della 3 C”, si è proposto come cuoco in “Rita consiglia… le ricette di Bracco”.

 

 

Non è un fenomeno solo italiano: all’estero si trova di tutto, da Gwyneth Paltrow e la sua dieta macrobiotica, a Fonzie Henry Winkler autore di libri per ragazzi.

 

Forse i lettori hanno bisogno di una faccia amica in mezzo alle migliaia di titoli che li circondano? O forse la celebrità porta il desiderio di mettersi alla prova in più campi? I casi Giorgio Faletti e Fabio Volo, dopotutto, sono sotto gli occhi di tutti. E, per quanto discussi, continuano a mietere successo.

 

Il dubbio però rimane. Se le case editrici preferiscono puntare su volti noti, ma non del mestiere (quindi né cuochi, né romanzieri, né stylist), cosa ci ritroveremo fra qualche anno in libreria? Un marasma di titoli di non professionisti convinti che basti un buon ghostwriter per sfondare nella letteratura? Purtroppo non tutti hanno a disposizione un premio Pulitzer per scrivere la propria biografia (ogni riferimento ad André Agassi è fortemente voluto).

 

Qualcuno potrebbe ribattere che in fondo c’è spazio per tutti. Non ne sono convinta. La maggioranza dei titoli su cui oggi le case editrici investono sono soprattutto quelli che offrono a priori un buon guadagno. Mancano il rischio e la sperimentazione. Il resto dei media pubblicizza i nomi già famosi, proprio perché famosi. Le conseguenze tiratele voi. Forse sono esagerata, ma credo che se uno è bravo a fare una cosa, che sia condurre, recitare, cantare, è giusto che continui a fare quella. Non serve che ci dimostri che riesce a pure a scrivere, soprattutto se non è un’esigenza profonda, violenta e irrefrenabile (“Open” appartiene evidentemente a quest’ultimo caso). Il resto è fuffa, spazzatura spacciata per lettura pop, leggera e senza impegno, che intanto intasa i nostri scaffali e quelli dei negozi.



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Credo che il problema sia se uno scrive bene/male oppure se scrive robe che divertono/non divertono. Poi se è famoso non c'entra nulla.

Uno può anche essere che nella vita volesse fare quello, ma gli è andata che doveva fare il presentatore.

Il classismo non porta certo a un miglioramento della società.

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Giusto, ma la maggioranza delle volte i vip ci mettono solo la faccia, non le parole, il sugo. Qui si parla soprattutto di chi si ricicla scrittore solo per riciclarsi anche in altri ambiti. Non a caso ho voluto escludere chi lo fa per bisogno reale (perché la scrittura, quella vera, è impellente e necessaria).

Forse allora meglio Volo e Faletti, che almeno sembrano vendere per libri scritti di loro pugno (nonostante le leggende).

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La vedo dura che Volo abbia mai scritto un libro di testa sua. Non sa fare bene il deejay e l'attore figuriamoci lo scrittore!

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Gentile Silvia Abrizio,
mi risulta difficile pensare che lei "ultimamente abbia visto il libreria il libro di Miriana Trevisan", mi risulta difficile perché il libro uscirà il 15 dicembre in versione ebook e la settimana di Natale in versione cartacea.

Ma a parte questo sarei ben lieto di spedirle in anteprima il libro appena sarà fresco di stampa (esatto... non è stato ancora stampato). Tramite le sue fiabe, scritte per suo figlio, Miriana spiega valori importanti per i bambini quali l’amicizia, l’amore, la fratellanza e il rispetto della natura. Valori che ben rientrano in quelli che sono i principi cardine di Caracò editore, casa editrice da sempre attenta all’impegno civile e alla “formazione di testimoni” (controlli anche il catalogo e veda cosa pubblica) e che Miriana Trevisan ha sposato in pieno, scegliendo, inoltre, di devolvere i diritti d’autore a Casa Balena, una casa famiglia che aiuta i bambini in difficoltà.

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Ha ragione, l'ho visto pubblicizzato in alcuni siti, ma l'ho voluto inserire nel discorso. Mea culpa, ora correggo.

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E chi mai sarebbe, col massimo rispetto parlando, questa Silvia Albrizio per decidere chi può scrivere e chi no? cosa può scrivere e cosa no? la Grazia Deledda de noantri?
Se volesse scandalizzarsi di qualcuno che fa qualcosa per cui non è portato le consiglierei, sempre col massimo rispetto, di dare una sbirciata alla nostra classe politica che pullula di cialtroni incompetenti e demagoghi. La differenza con gli scrittori e che 'sti statisti improvvisati producono danni enormi alla intera società.

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Ardito paragone, visto che di ognuno di noi in fondo si potrebbe dire “e chi è questo, che si permette di dirci un suo pensiero?”.
Ad ogni modo non ho dato alcuna direttiva: ognuno può leggere ciò che vuole, anche la D’Urso che dà consigli sulla mimica facciale, per quanto mi riguarda. Semplicemente notavo come a lungo andare questo fenomeno possa togliere spazio e risorse a penne che, magari, scrivono per altri mille motivi che non siano solo l’esser famosi. Ma magari sono solo pessimista ed esagerata, come peraltro mi sono definita nel post.

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Dai Silvia non prendertela, adesso! volevo solo stuzzicarti... Guarda, io la D'Urso so appena chi è; quando per caso la intercetto con lo zapping mi affretto a cambiar canale. Figurati se compro un suo libro.
Magari uno tuo, però, potrei comprarlo. Se non altro per fare un confronto con la Deledda...

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Mi pare che tacciare una blogger piccina di megalomania su un sito in cui le è stato concesso di scrivere le proprie opinioni (e sul quale le scrive sempre con pulizia e senso critico) sia ingiusto.

Perché altrimenti se giochiamo a sto gioco, qualcuno dovrebbe far notare anche ben altre velleità prescrittive, di cui son dotati alcuni tra i presenti a questa discussione.

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E aggiungo.
Il suo commento, a rileggerlo, è sciovinista come non pochi.
Non nei confronti di Albrizio, che si sa difendere.
Ma nei confronti di una persona che non è conosciuta da lei.
Il suo commento, sia detto col massimo rispetto, fa proprio incazzare.

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Veramente pensavo facesse più arrabbiare la pretesa di impedire a qualcuno di scrivere liberamente quello che gli pare. Anche considerando che nessuno è obbligato ad acquistare i libri di chicchessia, neanche quelli del Nobel Deledda. Ma sono punti di vista, ovviamente, di cui sarebbe sempre elegante assumersi la responsabilità firmandosi in chiaro, magari.

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Se lei vuole una firma per soppesare un contradditorio, esca da Internet e vada al bar, o in qualche altro luogo di aggregazione reale. Qui è da almeno quindici anni che ci si regola così.

E anche fosse obbligatoria la riconoscibilità, io la mia firma me la tengo, tanto in fondo se ne sbatterebbe altamente delle mie opinioni, con o senza firma.

Magari però un consiglietto lo prenda: "stuzzicare" lo metta via. Rivolgersi così a una donna fa tanto Berlusconi.

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Non travisi, Preg. Goran, io non "voglio" la firma. L'anonimato su queste pagine è pienamente legittimo ma ammetterà che, quando si espongono critiche ad personam, è assai più elegante/cavalleresco firmarsi in chiaro. Anche perché, magari, dietro l'anonimato potrebbe nascondersi un bluff. Magari la stessa Redazione, che così vuol incrementare il dibattito, o magari la stessa Gent.ma Albrizio per poter interloquire in modo più aggressivo...chi può sapere..
Circa lo "stuzzicare" non ricordo faccia parte del lessico berlusconiano. E' comunque inequivocabile, dal contesto, che nel mio caso trattasi di stuzzicamento puramente dialettico; che altro non mi interessa.
PS: Trovo incomprensibile la sua accusa di sciovinismo. Che c'azzecca?

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Nessun bluff. Sono io e non sono né un De Bastiani né un Albrizio. Faccia a fidarsi.

Il suo riferirsi a una blogger, con il tono: "E chi è 'sta qua che parla?"...

Se fosse stato un uomo? Se fosse stata una sua coetanea? Avrebbe esordito con quel tono guascone da uomo navigato che fa pat pat sulla testa alla piccola donnicciola sputasentenze?

A questo mi riferivo con sciovinismo, usandone uno dei suoi sensi lati ovvero quello di spirito di parte intransigente, maschilista, classista, snob.

Seppure, spero per lei, involontario.

In quanto allo "stuzzicare" una donna non intendevo certo una qualche avance, ma proprio 'sta roba sorniona di punzecchiare immaginandosi in ritorno un atteggiamento piccato, o svenevole, o peggio ancora piagnucoloso. Un pregiudizio che sottopelle denota quanto le donne debbano ancora sudare prima di parlare seriamente in mezzo agli uomini.

Aveva delle argomentazioni contro il discorso di Albrizio?
Le poteva metter giù senza far tante iperboli.
Non è ancora aria.

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E' evidente che non conosce il significato del termine "sciovinismo" . Si rafforza il sospetto che lei sia un bluff che vuol solo stuzzicare la polemica. Saluti.

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Questo suo dar nomi e soprannomi ha qualcosa di clinico...

Comunque, dalla Treccani:
sciovinismo - per estens., campanilismo, spirito di parte gretto e intransigente.
dal dizionario Hoepli:
estens. Esaltazione fanatica di una qualità, di un valore e sim.: s. maschilista

buona giornata a lei
G

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Egregio, giusto per puntualizzare, il mio dizionario domestico di riferimento è il Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana in 21 volumi (dicesi ventuno) della UTET. Come significati secondi riporta solo "campanilismo" che pure sarebbe stato usato impropriamente da lei.
Buon studio a lei.

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Con 21 volumi potevano sprecare 2 righette in più per l'uso esteso!
Comunque è affascinante come lei guardi il dito invece della luna. La critica era un'altra.

E si scrive "buonO studio". Cosa che, a mia volta, auguro a lei.

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Lo strafalcione era un raffinato trabocchetto per tentare di identificare chi si accalorava tanto per difendere la Silvia cui magari, visto che sei sua amica bisognava invece far notare che non è serio recensire un libro che non è ancora stato pubblicato...
Siamo donne, scrittrici di genere e insegnanti? ci ho preso neh?

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Mi intrometto in questa discussione solo per mettere in chiaro una cosa: non ho recensito proprio nulla, ed è meglio che non mi si accusi di cose che non mi permetterei mai di fare e che mettono in dubbio la mia buona fede oltre che la mia professionalità.

Ho semplicemente scritto di esser venuta a conoscenza di quel libro. Sul fatto che abbia detto di averlo visto negli scaffali, è ovviamente un'espressione che ho usato per inserire la cosa all'interno di un discorso più ampio (dato che l'ho citato insieme ad altre pubblicazioni). Me lo si è fatto notare e, per onestà, ho corretto la frase.

Non so di cosa parla il testo, come non so di cosa parlino gli altri, né mi interessano le modalità per cui sono stati pubblicati: il succo del mio post, visto che si sta commentando quello, non sono i contenuti dei libri ma chi li scrive e il fenomeno che si porta dietro.

Per il resto, ripeto, si può esser d'accordo o meno. Se uno vuole criticare, lo faccia prima su quello che ho realmente scritto, senza costruirsi riflessioni immaginarie, grazie.

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Prego, non si arrabbi, grazie per l'attenzione con la quale mi legge e mi permetta di esprimerle i Migliori Auguri di Buone Feste.
PS per il sottostante Goran: e chi ci assicura che tu non stia mentendo visto che sei una che usa pure termini inappropriati e fuori tema per attaccare nell'oscurità i commentatori dal viso pulito? comunque Buon Natale anche a te, béa!

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Ah ma io non sono arrabbiata, ho solo voluto specificare una cosa molto importante, anche per rispetto di tutti quelli che passano di qua.
Specifico inoltre che io leggo tutti con molta attenzione, specialmente sotto ai post che scrivo e se vengo citata a sproposito.

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uhi uhi uhi...che ho combinato... oltre che (deliziosamente) arrabbiata se l'è pure legata al dito! chiedo venia, senza indugi, per la mia tracotante & sciovinistica (?)
irriverenza, permettendomi di incrementare gli Auguri di Buon Natale con quelli di un Felice Anno Nuovo! più di così non saprei...

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Bastanzetti, non c'ha preso nessuna delle tre!

Guarda te, a volte uno pensa di avere uno stile e invece quelli che leggono lo immaginano donna, scrittrice di genere, e quel che è peggio insegnante!
ahahah devo riveder la mia prosa.

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