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28 novembre 2021

Quando apre una libreria è per tutti un guadagno: “Tralerighe” apre a Conegliano

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Luca Barbirati | commenti |

di Paolo Steffan

Qualche giorno fa Aldo Cazzullo è uscito sul «Corriere della Sera» con un articolo che aveva un titolo opposto al nostro, ma il senso era lo stesso: “Quando chiude una libreria tutti perdiamo qualcosa”. Annunciava infatti la chiusura a Taormina, in Sicilia, dell’ultima libreria della città; sono storie drammatiche dell’Italia d’oggi, che negli ultimi anni ci sono giunte copiose da moltissimi fronti, da nord a sud, dagli Appennini alle Alpi. Un gran numero di librerie indipendenti ha chiuso le serrande: fatto che a Conegliano, pochi mesi fa, ci ha toccati nel vivo con la chiusura della storica libreria “Quartiere Latino”. Uno di quei luoghi in cui ti sentivi a casa, in cui i libri erano un mondo che ti si spalancava davanti, sempre nuovo, quando aprivi la porta d’ingresso. Poi il vuoto e una ragione in meno di vivere il centro della Perla del Veneto.

Se questo sta diventando lo standard e i centri storici, a suon di poli culturali che muoiono, qui e lì si spengono (diventando magari solo angoli di passato su cui accasciarsi ebbri il venerdì sera per riempire i nostri vuoti esistenziali), si sviluppa però anche una controtendenza: storie di «resistenza», ma anche storie di rinascita. Come avverrà alle ore 17 dell’11 giugno a Conegliano, dove Riccardo Huster, trentatreenne ex “Quartiere Latino”, assieme a Giulia Zaccariotto, Mariavittoria Tombacco e Alberto Baggio (i suoi soci, promotori del progetto), inaugurerà “Tralerighe”, una preziosa libreria nel cuore della città: un piccolo “luogo”, ma nel quale da subito ci sarà posto per tutti, specie per i giovani. Huster e i suoi ci dicono ‒ neanche troppo “tra le righe” ‒ che di accodarsi al prevalente andazzo neppure ci pensano; voler bene alla propria città e provare a riscattare una generazione (considerata troppe volte senza futuro) vuol dire correre questo rischio e sfidare il fattore depressivo che colpisce le nostre città: col coraggio di agire e di leggere! Perché solo da sane radici culturali si riparte, nel ricostruire nei centri urbani l’idea stessa di “luogo”, sfidando la vuota desolazione dei “loci horridi” che in molte nostre città stanno debordando, per ricreare invece una sana dimensione di “locus amoenus” abitato dal dialogo.

Negli intenti dei giovani librai vi è poi la dichiarata volontà di promuovere le risorse ‒ “libri, idee, cultura” ‒ del territorio trevigiano, che tutt’oggi sa esprimere scritture eccellenti, dalla poesia di Cecchinel alla narrativa di Maino, senza contare i giovanissimi, meno noti ma che a “Tralerighe” possono ritrovare un approdo, rendendo di nuovo Corte delle Rose un luogo di aggregazione. E, in questo senso, cominciamo da qui, riunendoci tutti l’11 giugno accanto al bar Palazzi per condividere l’inizio di un’avventura che può dare a tutti tanto: quando apre una libreria è per tutti un guadagno!



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