19 ottobre 2021

Treviso

La Provincia investe 25mila euro per l'informazione televisiva

Calesso attacca: "Lo stesso giorno taglia 30euro all'Istituto per la Storia del Risorgimento. E'questa la spending review?"

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La Provincia investe 25mila euro per l'informazione televisiva

TREVISO - Il 1 dicembre la giunta provinciale ha deciso di recedere dal 2014 dal ruolo di socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, e allo stesso tempo investe 25mila euro in comunicazione televisiva. L’adesione al centro locale di studi risorgimentali con sede a Fiera, come si legge nella delibera (n. 502), comportava per la Provincia il pagamento di una quota annua di 30 euro. Ma la rinuncia all’adesione per una quota di poche decine di euro annue, a causa della “spending review” e ai problemi di bilancio, non quadra con alcune decisioni assunte in Provincia negli stessi giorni.

A sollevare dubbi sulle scelte della giunta provinciale è Luigi Calesso di Impegno Civile.

“Il 1 dicembre, infatti, il Capo di Gabinetto della Provincia, Franca Tonello, affida a quattro emittenti televisive locali la messa in onda di una serie di servizi per una spesa complessiva di € 24.930,00 (determinazione n. 2727). La spesa - si legge nella determinazione del dirigente - viene giustificata con la necessità di “dare maggiore diffusione ad iniziative e progetti di particolare rilevanza e alle informazioni in merito alla riforma delle province in corso” e di “cercare finanziamenti da privati o da altri enti pubblici per sostenere progetti ed iniziative promossi dalla Provincia di Treviso, che ora, a seguito della riforma Delrio e dei pesanti tagli alla finanza locale, sono a rischio chiusura; informare su temi di attualità e particolare rilevanza”.

“Appare singolare - commenta Calesso - che nello stesso giorno la Provincia decida da un lato di non pagare più una quota associativa annua che in delibera risulta essere di 30 euro e dall’altro impegni 24.930 euro per una serie di “servizi speciali” televisivi sulla cui necessità ci sarebbe molto da discutere. Se anche la delibera di recesso dall’Istituto per la Storia del Risorgimento venisse ritirata, dal punto di vista politico resta netta la constatazione di come per alcuni amministratori possa valere poco o nulla l’attività culturale”. “Non solo - continua - la Provincia continua ad erogare i contributi previsti per sagre e manifestazioni varie e il 3 dicembre il dirigente di settore impegna 3.306 euro per l’acquisto di coppe e medaglie ad uso dell’Ufficio Sport. Insomma anche la fornitura di coppe e medaglie non sembrerebbe tra quelle “intoccabili”, in caso di problemi finanziari dell’ente, ma evidentemente ha la priorità rispetto all’adesione alle associazioni storiche”.

“Posto - dichiara - che l’informazione “su temi di attualità e particolare rilevanza” non sembra essere tra i compiti istituzionali della Provincia è del tutto opinabile anche che la promozione di una campagna di crowdfunding per sostenere le attività dell’ente debba necessariamente passare attraverso l’informazione televisiva a pagamento. Forse - si domanda Calesso - la Provincia teme che una simile campagna non otterrebbe sufficiente attenzione da parte della stampa e delle televisioni locali?E poi, proprio nel momento in cui la Provincia si avvia a perdere competenze si ritiene di doverne pubblicizzare (a pagamento) “iniziative e progetti”, a maggior gloria forse dell’ultima amministrazione provinciale dell’ancien régime?”.

 


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