22 ottobre 2021

Treviso

In Provincia di Treviso dieci morti sul lavoro e oltre 4mila infortuni da inizio anno: "Fermiamo questa strage"

I sindacati domani in piazza: “La sicurezza sul lavoro deve essere elemento primario prima ancora del profitto e del fatturato"

| Isabella Loschi |

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morti sul lavoro Treviso

TREVISO - Dieci morti sul lavoro in provincia di Treviso solo da inizio anno e oltre 4mila infortuni nei primi quattro mesi del 2021. Una escalation di morti bianche che fa schizzare la Marca ai vertici delle graduatorie per gli infortuni e vittime sul lavoro nei luoghi di lavoro e mette al centro il tema “sicurezza”.

I sindacati dopo le drammatiche cronache di questi giorni che toccano ancora il territori trevigiano, con la morte di altri due giovani, lanciano nuovamente un grido d’allarme: “Non si può morire lavorando, serve subito un impegno e un cambio di passo sulla questione sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro. Non se ne può parlare solo quando succede qualcosa di grave e irrimediabile”, tuonano i segretari generali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Treviso che domani scenderanno in piazza Aldo Moro per un presidio.

“La sicurezza sul lavoro deve essere elemento primario prima ancora del profitto e del fatturato- dichiara Mauro Visentin segretario generale della Cgil Treviso - Il tema delle morti e della sicurezza non può essere solo tema del sindacato e dei lavoratori, ma vogliamo che insieme a noi si uniscano anche le sigle dei datori di lavoro”.

Proprio per questo i sindacati hanno inviato una lettera aperta a tutti i sindaci della Marca, alle associazioni imprenditoriali trevigiane da Assindustria Veneto Centro, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative e Legacopp, al Prefetto di Treviso e anche ai vescovi di Treviso e Vittorio Veneto, per chiedere a tutti un impegno straordinario e congiunto al fine di porre un freno all’escalation di sangue.

Da sin: Mauro Visentin, Massimiliano Paglini, Gian Luca Fraioli

“In provincia di Treviso si continua a morire nei cantieri e nei luoghi di lavoro. Questo non è più tollerabile - aggiunge Massimiliano Paglini segretario generale della Cisl Treviso-Belluno - Ora ci attendiamo che tutte le associazioni imprenditoriali diano una risposta forte sul tema. Le recenti proposte di alcune Rappresentanze imprenditoriali guardano all’obbligatorietà del Green Pass in accesso a tutti i luoghi di lavoro, finalizzato al presidio della salute dei dipendenti. Non ci è del tutto chiaro perché tale approccio di garanzia della salute non si applichi anche al presidio quotidiano della sicurezza dei medesimi lavoratori”.

“Andremo avanti ogni mese su questa strada finché non avremo risposte certe fattive, concrete e applicabili al mondo del lavoro a cominciare proprio dai controlli ispettivi nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche e nei cantieri”, sottolinea il segretario generale Gian Luca Fraioli segretario generale Uil Veneto Treviso.

 


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