19 ottobre 2021

Treviso

Prosek croato, gli agricoltori trevigiani: "Le nostre produzioni agroalimentari vanno tutelate"

L'appello della Cia Treviso al ministero dopo il primo "si" dell'Ue al prosecco croato

| Isabella Loschi |

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prosecco

TREVISO - “Il Prosecco non rappresenta solo un prodotto ma una specificità italiana che deve essere tutelata e difesa da attacchi puramente speculativi”.

Così la CIA Agricoltori Italiani di Treviso torna sul via libera da parte della Commissione Europea all’avvio del riconoscimento da parte dell’Ue del “Prosek”, il prosecco croato, richiesto dal paese e fatta dal Commissario Europeo all’Agricoltura Wojciechowski.

“I grandi risultati conseguiti dalle denominazioni del Prosecco, ottenuti grazie al duro lavoro e alla determinazione di generazioni di viticoltori, sono in grave pericolo. Stiamo assistendo a una gravissima violazione dell’identità di una comunità e di un territorio che si riconosce in una produzione enologica di grande eccellenza”.

Per questo la Cia di Treviso, tramite il suo presidente Giuseppe Facchin, rivolge un appello al ministero e alle istituzioni superiori affinché si adoperino, in ogni sede e tavolo, per tutelare le nostre produzioni agroalimentari. “Oggi sotto attacco è il Prosecco, domani potrebbe essere il il radicchio rosso di Treviso Igp, la Casatella Trevigiana Dop o all’Asparago bianco di Cimadolmo Igo. La nostra associazione sia a livello provinciale, che regionale e nazionale è al fianco dei consorzi, dei produttori e delle istituzioni per difendere le nostre produzioni agroalimentari e tutelare un intero comparto che tanto valore sta portando all’Italia e ai nostri territori”.

Intanto martedì prossimo, 22 settembre, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, renderà un'informativa al Senato sulla tutela della denominazione di origine controllata del prosecco.

Il ministro ha anche spiegato che “l’ok di Bruxelles ha dato il via libera al processo autorizzativo che ha poi tutta la fase di verifiche e valutazione. La commissione ha detto: 'Sì, si può fare la domanda, adesso la valutiamo'. La valutazione nel merito deve ancora avvenire e questo vedrà la forte opposizione del nostro Paese”. “Entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'assenso della Commissione alla richiesta (al momento è stata autorizzata solamente la domanda) - spiega Patuanelli - faremo opposizione in modo adeguato, compatto, facendo squadra" sia all'interno del ministero sia dal punto di vista politico”.

 

 

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