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05 dicembre 2021

Vittorio Veneto

"Pronti a donare alla comunità di Vittorio Veneto un parco pubblico di 20mila metri quadrati"

Il progetto presentato da Cristina De Stefani, proprietaria dell'area Borca

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

Cristina De Stefani

VITTORIO VENETO - Un grande parco pubblico nell’area Borca. E’ l’idea della proprietaria, Cristina De Stefani, che questa mattina ha presentato il progetto riguardante l’area che si trova tra la chiesa di Sant’Andrea e il quartiere di Ceneda. La volontà è quella di valorizzare i due edifici rurali, la grande area verde circostante e i campi da gioco utilizzati dalla parrocchia di Sant’Andrea. Si tratta di circa 32mila metri quadrati, che un tempo appartenevano ad un’impresa edile e immobiliare vittoriese. L’area, dal 2018, appartiene alla signora De Stefani.

“L’anno successivo all’asta, a marzo del 2019 - spiega proprio De Stefani - gli atti d’acquisto sono diventati pienamente efficaci e insieme ai progettisti abbiamo depositato in comune il primo progetto di riqualificazione dell’ambito che prevedeva, quale beneficio pubblico, la realizzazione a mie spese di un parco pubblico da cedere poi al comune in proprietà esclusiva. Il progetto prevedeva infatti la realizzazione di un’area pubblica di circa 20mila metri quadrati a fronte di una concessione di 5mila e 500 metri, e non di circa 8mila come previsto nel decreto di vincolo della Soprintendenza nel 1981, per la realizzazione di quattro o cinque abitazioni con altezza massima di 6 metri e mezzo, allineate ai condomini già esistenti nell’area ad est, come condiviso con la Soprintendenza”. “La proposta prevede inoltre la donazione dei due campetti da gioco, di 1800 metri quadrati, ora in uso alla parrocchia. Ma dal 2019 ad oggi ci sono stati solo rinvii e richieste di modifica da parte delle amministrazioni che si sono succedute”, aggiunge la proprietaria, che ha inviato una lettera al sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto, e a tutto il consiglio comunale. La missiva ricostruisce le modifiche relative al progetto e le richieste presentate negli ultimi anni.

“L’allora sindaco Roberto Tonon, favorevole all’intervento proposto, era in scadenza di mandato e la palla è passata all’attuale primo cittadino, Antonio Miatto - scrive nella lettera -. A dicembre del 2020, su richiesta dell’amministrazione, è stata depositata una modifica al progetto presentato, consistente nello stralcio del parco pubblico, in quanto avrebbe comportato spese di manutenzione a carico del comune, e nella realizzazione sul lato ovest di una piastra polifunzionale di circa 2700 metri quadrati, da adibire a parcheggio pubblico di auto, autobus, spazio mercato e giostre. Una seconda modifica al progetto, a seguito di ulteriore richiesta dell’amministrazione, è stata quella di prevedere la cessione di una fascia di terreno pianeggiante della larghezza di tre metri, lungo tutto il lato dell’area verso via Virgilio, per la realizzazione di una futura pista ciclabile. Nelle mie intenzioni vi era la realizzazione di un parco pubblico per preservare l’area verde da future possibili speculazioni e la ristrutturazione dei due edifici esistenti”. Un ulteriore sviluppo è arrivato nel mese di settembre. “Il sindaco, a seguito del mandato ricevuto dal consiglio comunale il 22 settembre scorso, ha proposto, oltre alla realizzazione della piastra polifunzionale, ritenuta imprescindibile per le esigenze di parcheggio di Serravalle, anche la cessione al comune della parte ovest dell’area verde. Una richiesta assolutamente inaccettabile, poiché non offre le garanzie di conservazione e valorizzazione dell’area scoperta che da secoli contraddistingue l’accesso a Serravalle”.

Di qui la decisione di ritornare al progetto iniziale, che prevede il parco e non il parcheggio. “Informo - scrive nella lettera De Stefani - che sarà ripresentato il progetto iniziale di sistemazione dell’area con la realizzazione di un parco da cedere in proprietà al Comune, quale beneficio pubblico a fronte della concessione della cubatura richiesta. Cubatura per la quale dal 2018 viene pagata l’Imu calcolata dagli uffici comunali in base al vigente regolamento comunale su 8mila metri quadri edificabili e di cui, nell’eventualità, chiederò la restituzione”. Ora la palla passa al comune di Vittorio Veneto, che dovrà discutere la proposta in consiglio comunale.

 

Marco Pagani, l’architetto che ha seguito il progetto, ha chiarito anche una questione emersa durante lo scorso consiglio comunale. “L’incarico relativo all’area Borca è stato sottoscritto nel giugno del 2019, la gara relativa al Pat risale invece all’ottobre dello stesso anno. Trattandosi di un incarico precedente a quello del Pat, possiamo mantenerlo (il riferimento è all’articolo 41-bis, ndr). Inoltre, l’incarico riguardante il Pat è parziale e riguarda, per esempio, la digitalizzazione”.

 


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Roberto Silvestrin

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