07/12/2021sereno

08/12/2021rovesci di pioggia

09/12/2021pioggia debole

07 dicembre 2021

Treviso

Pronti alle quarantene, ma per gli studenti la scuola non sarà più quella di prima

In una classe della Marca si sono socializzati timori e preoccupazioni, con lo sguardo rivolto al prossimo futuro

| Roberto Grigoletto |

immagine dell'autore

| Roberto Grigoletto |

Pronti alle quarantene, ma per gli studenti la scuola non sarà più quella di prima

TREVISO - Il rodaggio è terminato. Questa è la settimana in cui: gli insegnanti saranno (forse)tutti in cattedra; l’orario completo e praticamente definitivo; l’accoglienza, i test d’ingresso e i ripassi, completati. Da ultimo, ma non per ultimo nell’anno primo dell’era Covid, i dispositivi di sicurezza, il distanziamento sociale e le norme igieniche pratiche oramai in fase di consolidamento. Si entra quindi nel vivo. Ma loro, gli attori protagonisti della scuola, gli studenti: sono pronti sul serio a partire?

Abbiamo chiesto a un docente, di un istituto superiore della provincia di Treviso, di condurre per nostro conto una inchiesta, in una delle sue classi, la Quarta sezione G. È entrato in aula stamattina, con in programma un brainstorming. È un metodo che impiega spesso, come anche il “debate”. In semicerchio no, stavolta non li ha potuti disporre i suoi 26 allievi: tutti rigorosamente in fila per sei con il resto di due (assenti), tipica classe pollaio. “Come va?” è la domanda stimolo. “Va...”, prende avvio tiepida la discussione. Poi da una fila di mezzo una voce si leva: “A scuola, tutta la vita!”, e gli animi si scaldano. Scatta pure l’applauso. “MA...“ C’è sempre un MA. E non solo uno.

“MA un po’ più di libertà di movimento, magari per poterci alzare ogni tanto” magari al cambio ora. “MA...inchiodati al banco anche in ricreazione”, costretti a consumare lo snack seduti al posto, bevendo da borraccia o thermos perché le macchinette delle bibite e del caffè sono interdette. La scuola è un microcosmo, nel quale si esercita la socialità. Barriere invisibili si frappongono tra vicini di banco, tra alunni e insegnanti e tra una classe e l’altra. “MA... è una sensazione di prigionia questa!“

L’impressione diffusa è di essere stati catapultati in una scuola che non è più e non tornerà a essere quello che era. “MA” anche nel bene, mica solo nel male. Perché se quarantene saranno, loro sono preparati ad affrontarle con la DdD: si sono esercitati a più non posso nel lockdown. E poi “i corsi di recupero, prof., e le attività pomeridiane di approfondimento o quelle extra scolastiche: potremmo seguirle da casa”, risparmiando il tempo degli spostamenti. Non c’è sottovalutazione del momento, né entusiasmo ingiustificato. Tanto sano realismo: questo abita nei ragazzi della scuola del Covid.

 


| modificato il:

foto dell'autore

Roberto Grigoletto

Leggi altre notizie di Treviso
Leggi altre notizie di Treviso

Dello stesso argomento

immagine della news

01/12/2021

Da dicembre a scuola con la "supplentite"

Quanti docenti si assenteranno con l'entrata in vigore dell'obbligo vaccinale? Per Marco Moretti (Flc Cgil) "vaccino provvedimento necessario per tutelare una categoria esposta al rischio contagio"

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×