06 agosto 2020

Conegliano

Professore di Vazzola va a trovare tutti i suoi 86 studenti in bici per regalare loro un libro

L’originale iniziativa del prof Fabio Vettorello è stata un successo tra i suoi studenti e colleghi

| Clara Milanese |

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Fabio Vettorello

VAZZOLA – È partito da Vazzola con la sua bici e ha raggiunto 86 case: quelle dei suoi studenti del liceo Marconi di Conegliano.

Fabio Vettorello, 31 anni, prof di lettere, voleva riavvicinarsi ai suoi alunni dopo mesi di “fredde” lezioni dietro allo schermo: “Quando ho capito che non saremmo più tornati a scuola ho pensato a un modo per farmi presente ai miei alunni in questo periodo di distanza. – racconta Fabio - Mi pesava non sapere come stessero i ragazzi e dato che non si poteva avere un contatto ho pensato a qualcosa da poter fare a emergenza finita, per riavvicinarci in maniera concreta ma pur sempre rispettando le regole del distanziamento sociale”.

Così un giorno, sistemando la sua libreria, è arrivata l’illuminazione: “Ho pensato al libro come a una cosa che resta, che avrebbero sempre associato a questo anno un po’ particolare”. Dopo aver racimolato 86 grandi classici, dalla “Divina Commedia” di Dante fino a “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, passando per Jane Austen, Verga, Flaubert e moltissimi altri, Fabio è salito a bordo della sua bicicletta, rispolverata durante il lockdown, ed è partito verso le abitazioni dei suoi studenti.

20 giorni, 11 tappe, circa 500 chilometri in totale: “Ero abbastanza allenato perché amo camminare in montagna, ma la bici è stata una scoperta del lockdown, un modo per uscire dopo mesi davanti al computer”. La tappa più lunga? Circa 80 chilometri per arrivare a Premaor (frazione di Miane), passando per Barbisano, Ponte della Priula e altri stop intermedi.

Il lavoro più “duro”, comunque, è stato pensare al libro da abbinare a ciascun ragazzo: “Ho cercato di regalare libri utili per il programma dell’anno prossimo (ai ragazzi di quarta, per esempio, ho regalato Pirandello, D’Annunzio, Verga, Wilde), oppure li ho selezionati in base al loro carattere: “Dracula” agli amanti del fantasy, “Cuore” di De Amicis ai sognatori… Insomma, ho fatto una riflessione su ognuno di loro”. Ogni libro è infine stato arricchito da una citazione che collegasse l’opera allo studente, una piccola frase che andasse a completare il pensiero e motivasse la scelta del prof, con data e firma.

I ragazzi erano ovviamente stati avvisati, ma non avevano idea di quando il prof sarebbe arrivato a suonare al campanello: “Andavo all’incirca un giorno si e uno no e lo facevo per zone: quando andavo nella prima casa di un paese X, loro si scrivevano nei gruppi di classe e mi aspettavano, tanto che se non mi presentavo, magari per mancanza di tempo o perché il cielo prometteva pioggia, mi scrivevano chiedendo come mai non fossi andato anche da loro. Si era creata una certa attesa ormai”.

Vista la differenza d’età (quest’anno Fabio ha insegnato a una classe prima, una seconda, una quarta e una quinta), le reazioni sono state diverse, anche se tutte molto positive: “Sicuramente c’è stato un po’ di imbarazzo: l’insegnante per gli studenti vive a scuola, trovarlo nel giardino di casa propria è destabilizzante!”, racconta con il sorriso il professore.

Ciò che il professore di lettere ha apprezzato di più, oltre alla contentezza negli occhi dei giovani, è stato poter incontrare i genitori e vedere dove i ragazzi hanno passato la quarantena: “Spesso quando arrivavo i genitori mi invitavano a bere un bicchier d’acqua e mi raccontavano come fosse andata in questi mesi. È stato bello capire in che contesto hanno vissuto i miei alunni, vedere da dove hanno seguito le lezioni e sentire le difficoltà in cui si sono imbattuti: ora posso dire di conoscerli molto di più”.

Dopo mesi in cui il tema scuola è stato al centro delle discussioni per i suoi aspetti negativi, finalmente si parla dunque di qualcosa di bello e stimolante, che ha guadagnato il plauso, oltre che delle famiglie, anche dei colleghi del liceo coneglianese: “Mi sono arrivati messaggi stupiti dagli altri insegnanti, mi hanno scritto che è una cosa che dà speranza per la scuola, nella scuola”, conclude Fabio.

 


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Clara Milanese

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