27 settembre 2020

Lavoro

Il processo di riflessione strategica

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Il processo di riflessione strategica

Rischio, Strategia e Valore sono termini che imprese e professionisti dovranno sempre più masticare per la sostenibilità della loro attività nel tempo. Sappiamo che la definizione di rischio è: l'effetto dell'incertezza su un risultato atteso. Un effetto è una deviazione dall'atteso, ossia uno scostamento positivo o negativo e pertanto, un rischio è circa ciò che potrebbe accadere e ciò che sarebbe l'effetto probabile di quell’evento, e considera anche, quanto esso è probabile che accada. Senza l’atteso, ossia la previsione, non si può valutare il rischio. Quindi rischio e previsione sono due termini che vanno a braccetto. Abbiamo sentito, e sentiamo tutt’ora parlare molto, per il problema coronavirus, di comportamento degli individui.

 

Ci chiedono di osservare il distanziamento sociale, di usare le mascherine, di lavarci spesso le mani, di usare guanti o gel igienizzanti e di usare la APP immuni. Perché ce lo chiedono? Per ridurre il rischio contagio, che potrebbe farci ritornare ad una nuova chiusura totale, per evitare altri morti e sale di terapia intensiva piene non in grado di assicurare le cure ai ricoverati. In un’impresa, la mancanza di un sistema di controllo direzionale, che incorpora quello di gestione, aumenta il rischio economico-finanziario in quanto si possono prendere decisioni sbagliate perché, o non ci sono dati, o non sono corretti, o non sono strutturati adeguatamente. Il controllo di gestione è la misurazione degli scostamenti tra quanto previsto/pianificato e quanto realizzato a consuntivo. Molto spesso, gli errori nella formulazione dei prezzi di prodotti/servizi o di preventivi portano alla scarsa marginalità, alla crisi finanziaria fino all’eventuale fallimento e chiusura dell’impresa.

 

Se nella realizzazione di un preventivo o di un prezzo non ci sono i costi esatti dei prodotti e della struttura aziendale, si rischia di portare in perdita l’azienda, e minare la sua continuità. Per durare nel tempo e guardare al futuro, l’impresa deve avere una strategia. Quando mi chiedono cos’è una strategia aziendale, rispondo che è un viaggio e, come tale, ha un punto di partenza e uno di arrivo. Il punto di partenza è il qui e ora, che, per un’impresa corrisponde al chi siamo, cosa facciamo e come e per chi lo facciamo. In sintesi, quali bisogni soddisfa o quali problemi risolve e per quale tipologia di clienti l’impresa realizza i prodotti/servizi. Il punto di arrivo è la visione a medio-lungo termine, ossia come e cosa immagina essere l’impresa tra (n) anni. Cosa fare e come farlo, per arrivare alla meta immaginata e/o desiderata, significa formulare e descrivere la strategia che dovrà essere attuata con un piano di azione, che può prevedere obiettivi misurabili intermedi, che possiamo chiamare tappe. È assodato che il cuore della strategia di una impresa è il valore creato per i clienti, e solo se l‘impresa crea questo valore, i clienti acquistano i prodotti e/o i servizi. Un cliente è disposto a spendere, anche un solo centesimo, se, quel prodotto o servizio gli crea valore.

 

L’impresa è competitiva quando riesce a creare un maggior valore per il cliente rispetto ai concorrenti. Il valore però è dinamico e varia in funzione del tempo e della percezione del cliente perché, se il valore non è percepito, per il cliente non esiste. La percezione varia nel tempo per diversi motivi come, ad esempio, la velocita di cambiamento della tecnologia, le condizioni economico-sociali, le variazioni demografiche, i cambiamenti politici oppure gli eventi eccezionali come il covid-19. Il processo di riflessione strategica è un flusso continuo che porta l’impresa a chiedersi dove siamo? (con la situazione di mercato e quella economico-finanziaria), dove vogliamo andare? (perché la meta potrebbe cambiare in funzione di più variabili conosciute o meno), e cosa dobbiamo fare? (per arrivare alla meta e raggiungere l’obiettivo strategico).

 

1. Soprattutto in momenti difficili come questo, con norme che subiscono variazioni e integrazioni, con una situazione di mercato in continua evoluzione e legata a fattori incontrollabili come il virus e le conseguenti variazioni economiche e psicologiche che ha portato e sta portando sulle persone, c’è la necessità di attivare un processo di riflessione strategica. Un processo continuo che porta l’impresa a dover controllare periodicamente e con metodo come sta andando il viaggio verso la meta, sia essa un valore economico (generare utili), sia un valore finanziario (è in grado di pagare i debiti), sia un obiettivo di mercato (quota locale, nazionale o internazionale), sia un obiettivo di immagine (essere un’impresa con la reputazione al livello X). Questo controllo/monitoraggio riguarda gli scostamenti tra quanto previsto nel piano di azione e quanto viene poi realizzato nella realtà. Se le previsioni sono fatte senza un supporto logico credibile, aumenta il rischio di non raggiugere l’obiettivo, come già scritto anche in questo articolo. Questi i motivi per cui è importante valutare il rischio, comprendere il valore, definire la strategia e fare ciò con sistematicità e metodo, ossia attivare un processo di riflessione strategica.

 

Claudio Bottos, Consulente del Lavoro e di Direzione Strategica Aziendale

 



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