26 settembre 2020

Conegliano

Il presidente di Casa Fenzi si sfoga in consiglio ma le sue parole non persuadono la minoranza

Il direttore del C.d.A ha riferito i fatti relativi al dramma Covid-19 nella rinomata casa di riposo coneglianese, il PD: “deludente e inadeguata”

| Clara Milanese |

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Casa Fenzi

CONEGLIANO – Si è aperto con l’intervento di Gianni Zorzetto, presidente del consiglio di amministrazione della Casa di Riposo “Francesco Fenzi” il consiglio comunale di questa sera a Conegliano.

Durante la sua lunga audizione, Zorzetto ha tirato in ballo molti numeri, date e bilanci, partendo dal giorno dell’insediamento, 18 mesi fa esatti, fino ad arrivare ad oggi. Nel suo dettagliato resoconto il presidente ha ripercorso date e dati dei principali avvenimenti legati al dramma vissuto a causa del Covid-19, spiegando che nel momento in cui sono stati effettuati i primi tamponi gli ospiti positivi erano già 17 (su 20 testati), mentre i dipendenti erano 26 (su 104), mentre al 16 giugno i positivi sono risultati zero.

Alla fine del suo discorso Zorzetto ha anche affrontato la vicenda della sospensione del contratto d’appalto con la Cooperativa Promozione & Lavoro, che, lasciando 42 operatori in cassa integrazione, nelle scorse ore ha incendiato gli animi dell’opinione pubblica.

“In questi giorni si sta parlando molto di questo, come se fosse Casa Fenzi la cattiva che vuole lasciare a casa i dipendenti. – ha chiosato il presidente – A fronte dei 60 posti in struttura che mancano (di ospiti), il C.d.A. ha adottato la delibera numero 18/5 con la quale ha inteso disporre la temporanea sospensione del contratto in essere con la Cooperativa Promozione & Lavoro”.

La cooperativa ha scaricato le responsabilità su Casa Fenzi. – ha poi proseguito il presidente della struttura – Noi abbiamo adottato questo provvedimento perché appunto non abbiamo ospiti e pensavamo anche in prospettiva di liberare tutto quel fabbricato per fare astanteria”. Per accogliere nuovi ospiti infatti, ora le case di riposo devono assicurarsi che ci sia un tampone negativo, isolare per 15 giorni il paziente e poi ripetere il tampone. “Mi sono dato l’impegno di re-incontrare i dipendenti della cooperativa entro il 30 di settembre. Se per quella data avremo una parte di questi 60 posti completi, nulla osta nel chiedere alla cooperativa invece dei 42-43 dipendenti, se me ne può dare intanto 20”.

In conclusione Zorzetto si è lasciato andare a uno sfogo contro alcuni commenti al vetriolo ricevuti online: “Prendere sui social del “bastardo”, voi capite che ho un minimo di dignità e la cosa mi disturba non poco”.

La linea espositiva scelta dal presidente Zorzetto non è stata apprezzata dalla minoranza, che tramite il suo portavoce Alessandro Bortoluzzi ha ribattuto esprimendo una grande delusione: “Nel suo continuo ricorrere ai numeri e ai bilanci, ho trovato una scarsa umanità”, ha affermato il consigliere.

Nei dieci minuti a sua disposizione, Bortoluzzi ha poi definito “molto deludente e molto inadeguata”, la relazione del presidente del C.d.A.: “Lei Zorzetto ha parlato solo di soldi. Gli ospiti non sono considerati, sono stati trattati come dei numeri”, ha proseguito il consigliere, tirando in ballo anche la vicenda della cassa integrazione: “C’è un deficit di fiducia verso i dipendenti, i familiari degli ospiti e gli ospiti stessi. Questo deficit di fiducia mette fortemente in crisi il futuro della nostra casa di riposo”, ha affermato Bortoluzzi.

 



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Clara Milanese

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