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18 maggio 2024

Treviso

Il presepe? Una storia millenaria

Le origini di questa tradizione

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

Il presepe? Una storia millenaria

ITALIA - Il presepe rappresenta una tradizione antichissima. Le sue origini sarebbero addirittura tardo-antiche e medievali. Le fonti della rappresentazione sono, ovviamente, i versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca, anche se non mancano elementi tratti dai vangeli apocrifi e da altre tradizioni. Inizialmente il presepe era dipinto: la più antica raffigurazione della Vergine con Gesù venne dipinta nella Catacombe di Priscilla, lungo la via Salaria a Roma. Il primo “presepe”, quindi, risale al III secolo dopo Cristo. Il presepe vero e proprio, invece, nacque nel XIII secolo, con San Francesco d’Assisi, che a Greccio realizzò la prima rappresentazione tridimensionale della Natività, dopo aver ottenuto l’autorizzazione di Papa Onorio III.

 

Nel Quattrocento l’usanza si diffuse anche tra il popolo, che realizzava il presepe all’interno delle chiese. Nel Cinquecento, invece, il presepe arrivò nel regno di Napoli, città diventata nei secoli successivi un vero e proprio simbolo di questa tradizione. Nel XVII secolo il presepe entrò quindi “nelle case”, grazie anche all’invito lanciato dal Papa durante il concilio di Trento. Il grande sviluppo dei presepi scolpiti, però, risale al XVIII secolo: in questo periodo si formarono le grandi tradizioni dei presepi napoletani, genovesi e bolognesi.

 

A Napoli iniziò una vera e propria sfida, e i nobili iniziarono a dedicare intere stanze delle loro abitazioni ai presepi. La Natività entrò negli appartamenti dei borghesi e del popolo solo tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Il nome “presepe”, però, restituisce tutta l’antica origine di questa tradizione. È formato, infatti, da prae (davanti) e saepes (recinto), e indica un luogo che ha davanti un recinto. Gli animali e la mangiatoia, infatti, sono elementi tradizionali della Natività. Il presepe si mantiene fino al giorno dell’Epifania, anche se alcuni preferiscono “tenerlo” fino al giorno della Candelora.

 


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Roberto Silvestrin

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