20 settembre 2021

Oderzo Motta

Premio letterario Gambrinus Mazzotti, la cerimonia per il Super Premio della XXXVIII edizione on-line oggi alle 16

 I diritti delle Piante, le storie di montagne e ghiacciai evocati nelle sale di un castello e la romantica storia della Tipoteca di Cornuda nei lavori dei libri vincitori

| Lieta Zanatta |

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Premio letterario Gambrinus Mazzotti, la cerimonia per il Super Premio della XXXVIII edizione on-line oggi alle 16

SAN POLO DI PIAVE - Questa volta non sarà il Parco Gambrinus ad ospitare come da tradizione la finalissima del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”.

La pandemia in corso ha costretto gli organizzatori del Premio ad organizzare per questa XXXVIII edizione una diretta on line sabato 28 novembre alle 16, visibile a chiunque voglia collegarsi al sito www.premiomazzotti.it o alla pagina Facebook https://www.facebook.com/premiomazzotti/

Sarà la finale che decreterà a chi, tra i libri risultati vincitori della terna di quest'anno, verrà assegnato il Super premio La Voce dei lettori, votato dalla giuria composta da quaranta tra personalità del Triveneto provenienti da vari ambiti della cultura. A condurre l'evento sarà lo scrittore e storico Alessandro Vanoli, presidente della Giuria tecnica del premio letterario, che dialogherà con i tre vincitori, Alessandra Viola, Marco Albino Ferrari e Silvio Antiga, rispettivamente finalisti della sezione Ecologia e Paesaggio; Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide e Artigianato di tradizione.

C'è da dire che quest'anno i lavori vincitori, scelti tra 99 volumi inviati da 51 case editrici, sono molto particolari e non sarà cosa facile per la giuria popolare dover scegliere tra argomenti quali i diritti delle piante; storie di camminatori, alpinisti e scopritori legati al Castel Masegra di Sondrio e la storia della tipografia italiana salvata per caso all'interno del progetto del Museo Tipoteca di Cornuda.

Sezione Ecologia e Paesaggio

Partiamo da Alessandra Viola, per l'agile e incisivo libretto Flower Power. Le piante e i loro diritti, per i tipi di Giulio Einaudi Editore. Un titolo che arriva dal movimento hippy degli anni '60, ma attualizzato, perché Viola, giornalista scientifica, analizza con logica la Storia dei Diritti dell'Uomo per arrivare ai Diritti della Natura, habitat che può far a meno dell'uomo ma non viceversa. Una Natura che sta facendo valere i suoi diritti presentandoci il conto per come stiamo trattando Madre Terra. Per introdurre questo concetto, Viola parte da un caso che è stato sotto gli occhi di tutto il mondo, l'incendio della cattedrale di Notre-Dame de Paris il 15 aprile del 2019. Un rogo che ha incenerito il telaio ligneo del tetto lungo cento metri per quaranta, realizzato settecento anni fa con fusti di alberi secolari. Nel volerlo ripristinato tale e quale il restauro richiede l'abbattimento di circa duemila querce di almeno due - trecento anni. Nel 1300 le foreste erano più fitte e avevano molte più piante secolari, ma oggi? Notre-Dame, «per quanto grande sia il suo significato simbolico, storico, artistico, si tratta di un oggetto inanimato. Una costruzione umana, che può andare a fuoco e si può ricostruire. Le querce secolari invece?» Una domanda che fa da trampolino per arrivare alla Dichiarazione dei Diritti delle Piante.

Sezione Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide

Molto interessante sarà sentire Marco Albino Ferrari, per il suo libro Nel Castello delle storie: Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778 edito da Ulrico Hoepli Editore. Scrittore, giornalista, sceneggiatore, fondatore della rivista Meridiani Montagne, è oggi curatore del museo Cast, il Castello delle storie di Montagna, ospitato all'interno del Castello Masegra di Sondrio. E' proprio Ferrari che, guidando il lettore attraverso l'itinerario nelle sale del museo, ci racconta dodici storie, sorprendenti ed emblematiche, legate ad eventi realmente accaduti che risalgono a ritroso la linea del tempo. «L'uomo ha gettato sguardi via via mutevoli verso le montagne, inventandole e reinventandole sotto l'influsso delle diverse temperie culturali della storia. Completa il volume un'inedita e universale cronologia dell'alpinismo, prezioso strumento di consultazione». 

Sezione Artigianato di tradizione

Quest'anno il settore Artigianato di tradizione è una questione di cuore. Perché l'opera finalista Tipoteca. Una storia italiana edito dalle edizioni Antiga, è scritta dal fondatore della Tipoteca di Cornuda, Silvio Antiga, e ha il sapore dell'epica più romantica. Silvio è un “ragazzo” di 75 anni che giusto 60 anni fa, il 1° agosto del 1960, entrava in una tipografia del trevigiano per fare il garzone. Non era stata una scelta la sua, ma il contatto, la scoperta dei caratteri di legno fatti a mano, l'inchiostratura, la creazione della stampa furono per lui amore a prima vista. Una vita tra le macchine stampatrici e un'idea quasi folle che si fa strada in un mondo che cambia e viene rimpiazzato dai computer: salvare le macchine da stampa per salvare un mondo, l'artigianato della tipografia. Un lavoro immane da iniziare spedendo migliaia di lettere per contattare tutti i tipografi d'Italia. Chilometri da macinare lungo gli anni per recuperare macchine in disarmo che stanno per essere buttate via, documenti unici, caratteri, mobilia apposita. E un diario dove raccogliere le emozioni durante questo salvataggio nel mare magnum della storia della stampa del Novecento. Un progetto irreale che oggi è sotto gli occhi di tutti. Quattromila metri quadri dove sono esposte macchine stampatrici di ogni tipo e altrettanti metri per contenere un archivio unico al mondo: la Tipoteca di Cornuda.

I Premi speciali

La cerimonia vedrà anche in collegamento gli autori del Premio speciale della giuria, il teologo Leonardo Boff, autore di Un’etica per la Madre Terra. Come prendersi cura della Casa comune, e con l’antropologo Annibale Salsa, autore di I paesaggi delle Alpi. Un viaggio nelle terre alte tra filosofia, natura e storia.

Il Premio Honoris Causa

 La giuria ha assegnato il Premio Honoris Causa all’imprenditore-filosofo e stilista Brunello Cucinelli, «per il suo appassionato, tenace e coraggioso impegno nel delineare un capitalismo umanistico, mettendo la sua azienda al centro di una "vita comune"»

 


| modificato il:

Lieta Zanatta

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